30 Settembre, 2020

Archivio PULP (1996-2013)

Intervista a Bruno Morchio

Quando da piazza Sarzano scendo lungo Stradone Sant’Agostino, nel cuore della Genova medioevale, vicino alle Mura erette per difendere la città dalla minaccia del...

Intervista a Nicoletta Vallorani (Pulp Libri, 2004) e tre vecchie recensioni

Aggirandosi per una zona ibrida tra noir e fantastico, Nicoletta Vallorani è una scrittrice profondamente impegnata nel descrivere i profondi disagi che albergano nella...

Gianni Mura nei giorni del virus

La notizia della morte di , giornalista, scrittore e critico dei costumi e della società italiana campeggia in questo momento in apertura al...

Delitto senza castigo. La colpa come collante nella narrativa di James G. Ballard

Antonio Caronia Il gusto del paradosso e lo sguardo clinico e impietoso sulla società non hanno mai fatto difetto a , ma per...

‘Il sangue dei vinti’, una recensione del 2003

, Il sangue dei vinti, Sperling & Kupfer, pp. 382, euro 17,00 stampa Un conto è fare la storia, un altro è esprimere un’opinione, riportare una voce....

Intervista a Jasper Fforde (2006)

Strana Inghilterra, quella de Il caso Jane Eyre, il primo di pubblicato in Italia (da Marcos y Marcos): qualcuno ha trafugato...

Come indossare La camicia di ghiaccio, ovvero gli strani sogni di William il Cieco

Come indossare La camicia di ghiaccio, ovvero gli strani sogni di William il Cieco. "È la molteplicità della scrittura di Vollmann, alias William il Cieco, a stupire. Nel primo romanzo dei Sette sogni ci racconta la storia della colonizzazione vichinga della Groenlandia alla fine del primo millennio". (PULP Libri numero 73, maggio/giugno 2008, pagine 10-14)

Sporcarsi con il reale, affrontare il futuro

5, Havana Glam. "In Havana Glam Si inverano le parole che chiudevano Q: non esiste un piano che possa prevedere tutto. Altri solleveranno il capo, altri diserteranno. Il tempo non cesserà di elargire sconfitte e vittorie a chi proseguirà la lotta."

Michel Houellebecq. Come restare vivi!

, nel suo romanzo di successo (Bompiani, 1999) ha criticato la cultura del desiderio, le "dèsir", ma soprattutto ha avuto la sfacciataggine di riparlare di sofferenza, di vita interiore, ha messo in dubbio la felicità di vivere nell'eterno presente, di quello che viene sbandierato come il migliore degli universi possibili

Steve Erickson: Donne (e sogni) di Los Angeles

A rischio di cadere nel banale voglio partire da una constatazione che forse avete già sentito fare: l’America è la terra dei sogni. Se questo è vero, e penso proprio che lo sia, (che quest’anno va per la sessantina) è uno degli scrittori più americani che abbia mai letto.