29 Settembre, 2020

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Intervista a Franco Porcarelli, in arte Adan Zzywwurath

è uno studioso eclettico, giornalista e narratore. Nato nel 1952, ha pubblicato con lo pseudonimo di romanzi e racconti: Il...

È fatto giorno (1954) di Rocco Scotellaro

Nel 1954, Mondadori manda in stampa, nella prestigiosa collana poetica dello Specchio – che ospita, tra gli altri, Ungaretti, Saba, Quasimodo e Zanzotto – È fatto giorno del poeta lucano Rocco Scotellaro. È la sua prima raccolta di versi. L'autore è morto da pochi mesi, giovane e dopo una vita piena: è stato militante socialista e sindaco di Tricarico – piccola cittadina in provincia di Matera con un centro storico arabo noto come Rabatana –, poeta, saggista e autore di inchieste sociali sul Mezzogiorno.

Dio ne scampi dagli Orsenigo di Vittorio Imbriani

di "Imbriani resta quel che è stato in vita: un cattivo maestro. Per questo è vivamente consigliato ai giovani scrittori quale antidoto all'ufficialità della cosiddetta 'prosa scarna', implicitamente (insopportabilmente) solenne, proprio perché mira, senza pudore, al drammatico. La prosa seriosa di cui parla Celati e di cui troppi scrittori (e lettori) sono tutt'oggi vittime quasi ignare. Dio li scampi dall'ira dell'Imbriani. E dalla sua risata".

Intervista a Corrado Stajano

a su "Il sovversivo. Vita e morte dell'anarchco Serrantini" edizioni Il Saggiatore. "Vede, questo è il mio libro più amato, mi è davvero rimasto dentro. Per scrivere l’introduzione alla nuova edizione ho dovuto riguardare le lettere, le numerosissime recensioni di allora, il libro uscì nel 1975. È stato un processo faticoso, e anche doloroso, rileggere una storia impossibile, assurda. Sì, sono passati quarantasette anni, ma provo ancora molto dolore."

Tutte le Claudine di Colette

Claudine a scuola, Claudine a Parigi, Claudine sposata, Claudine se ne va (Diario di Annie) Nel 1941, in una Parigi occupata dai nazisti, la vecchia scrittrice...

Lo stadio di Wimbledon, di Daniele Del Giudice (1983)

"" è il primo romanzo pubblicato da Daniele de Giudice; la sua opera prima che si dipana in una ricerca biografica destinata a diventare quasi evanescente. scrive di questo romanzo: "Chi ha posto giustamente il rapporto tra saper essere e saper scrivere come condizione dello scrivere, come può pensare d’influire sulle esistenze altrui se non nel modo indiretto e implicito in cui la può insegnare a essere?"