19 Settembre, 2021

Recensioni

“Sterminate i bruti!”

Nicoletta Vallorani, Nessun Kurtz. "Nelle pagine conclusive, lo sguardo di Vallorani si ferma inoltre sulla nostra storia recente, sulla letteratura della migrazione tra le due sponde del Mediterraneo. Nessun Kurtz è molte cose insieme. È, in modo dichiarato, un libro militante, deciso a far detonare con rinnovata forza la carica di scetticismo di Cuore di tenebra."

Sfatare la leggenda nera

Sfatare la leggenda nera 8 GENNAIO 2018 Pier Luigi Vercesi, Fiume. L'avventura che cambiò l'Italia, Neri Pozza, pp.160, € 12,50 stampa, € 7,99 ebook recensisce CLAUDIO ASCIUTI Il...

È l’ora del Nanopunk

Linda Nagata, Red. "Il romanzo, una volta iniziato, è impossibile da abbandonare. Anche perché fino alle ultime battute il lettore si domanda se ciò che accade sia veramente reale, cioè abbia un senso teleologico, si muova in una direzione, o invece si tratti di una serie di coincidenze significative che s'incastrano l'una dopo l'altra."

Il gusto dell’analisi

Daniele Barbieri, Semiotica del fumetto. "La semiotica la si ama o la si odia, ma in genere la si odia. È spesso associata, non a torto, a un eccessivo tecnicismo e a terminologie astruse che rendono pressoché impenetrabili i concetti espressi. La si accusa di allontanare il piacere della lettura sezionando, tagliuzzando il testo fino a renderlo irriconoscibile dietro a schematizzazioni e diagrammi. È sicuramente il caso di alcuni autori ma, chiariamolo subito, Barbieri non fa parte di quella schiera."

Ernaux lascia il paese

Annie Ernaux, Memoria di ragazza. "In questo Memoria di ragazza, la Ernaux restringe il campo temporale della sua narrazione riferendola al solo 1958, ma continua e completa la storia di una generazione: la sua prima uscita dal piccolo paesino (aveva 18 anni) per fare l’educatrice in una colonia estiva per adolescenti è il punto di svolta che la porterà ad avere il primo contatto con una realtà più ampia rispetto a quella vissuta fino a quel momento..."

Un morto di troppo

Paolo Malaguti, Prima dell'alba. "Ebbene, Paolo Malaguti ha voluto fare il tuffo carpiato con avvitamento e giravolta e colpo di scena. Si è avventurato sul terreno doppiamente pericoloso del giallo storico. Non un commissario Montalbano d'oggi, bensì un ispettore Malossi dei primissimi anni Trenta, alle prese con un morto illustre, nientemeno un generale Graziani, eroe della Grande guerra, e al tempo stesso boia militare senza pari. "

Pellicola replicante, romanzo transmediale

In Blade Runner 2049 c’è, abbastanza insistita, una vena di messianesimo sorprendentemente cristiano: tutto ruota attorno al fatto che una donna è restata imprevedibilmente, assurdamente, miracolosamente incinta. E ha dato alla luce un figlio e una figlia - proprio come accadde a Dorothy Kindred Dick nel lontano 1927; è questo sicuramente un omaggio a Dick (e noi veri credenti ringraziamo), ma sono anche i Vangeli, no?

Maledetti Appalachi…

Brian Panowitch, Bull Mountain. "Panowich ha studiato la tradizione letteraria del Sud americano con attenzione, e si vede. La montagna immaginaria che dà il nome al romanzo è parte della catena degli Appalachi, un territorio che, come ha scritto Henry D. Shapiro in Appalachia on Our Mind, ha sempre avuto i contorni di una terra incognita per gli Stati Uniti."

Lo scialbo Midwest

Tom Drury, La fine dei vandalismi. "Leggendo Drury, ci si trova spesso a domandarsi se valga in effetti la pena di assistere al relativo piattume di queste vite, ma la delicatezza con la quale l’autore tratteggia i contorni umani della sua contea, la spontaneità delle azioni e delle reazioni di Dan, Louise e Tiny, sono di per sé una dichiarazione di poetica: lo scialbore inevitabile delle pianure metafisiche del Midwest è alla fine riscattato da uno stile brillante, tragicomico, profondamente umano, quasi filantropico."

Quando le parole vanno oltre

Ivano Porpora, Nudi come siamo stati. "Ma il personaggio che difficilmente vi uscirà dalla testa, e che può darsi possa spingere anche voi a porvi “la” domanda della vostra vita, è Arsène, il pittore francese di fama internazionale da cui Severo si reca a prendere lezioni. Lezioni che mai una sola volta tendono a imitare il concetto accademico di “lezione”, giammai: Arsène dipinge oltre."