2 Aprile, 2020

Tag: Chano Urueta

Dal nostro archivio

Paranoie dell’anticomunismo

Il libro di Paul Hanebrink, docente di storia alla Rutgers University del New Jersey, costituisce uno stimolante contributo di approfondimento relativamente a una tematica...

Kentucky assoluto

Chris Offutt, Nelle terre di nessuno. "Siamo in un Kentucky selvaggio, povero, disperato, sfigato, ma tutt'altro che vuoto. Ci sono gli abitanti, prevalentemente appartenenti a quella categoria umana che in America si definisce white trash. Gente che vivacchia di un'agricoltura stentata o di sussistenza, che impara a sparare e fare a botte prima che a leggere e scrivere..."

Seriazione infelice

6 Dicembre 2017 Piero Schiavo Campo, Il sigillo del serpente piumato, Urania n. 1648, Mondadori, pp. 250, euro 6,50 stampa, euro 3,99 ebook Il vincitore dell'edizione...

Intervista con Donatella Di Pietrantonio

L’odontoiatra pediatrica Donatella di Pietrantonio, residente a Penne e di origine abruzzese, è salita alla ribalta con la vittoria del Premio Campiello 2017 con L’arminuta. Viene ora ripubblicato da Einaudi, la casa editrice che tanto la sostiene e le ha permesso di farsi conoscere ai lettori, un suo precedente romanzo, Bella mia, (pp. 182, €12,00 stampa, €7,99 eBook), uscito nel 2014 per i tipi di Elliot. Dal momento che in quel periodo la nostra Rivista era temporaneamente assente, ci pare giusto recensirlo ora; ma Valentina Marcoli non si è limitata a questo, ha anche intervistato l'autrice. Cominciamo dunque con la recensione.

Concerto per mano sola e orchestra

Guido Giannuzzi, Paul Wittgenstein, Il pianista dimezzato. "L’epoca è tragica. Si è a ridosso del nazismo, dell’antisemitismo, della guerra. Il viennese Paul Wittgenstein inizia la sua carriera pianistica nel 1913. Meno di un anno dopo, in guerra, perde un braccio. Ostinato, feroce, superbo, Paul Wittgenstein prende una decisione che determinerà il suo destino: diventare un insuperabile pianista, anche se ha solo la mano sinistra. Il titolo del libro è un affettuoso richiamo al Visconte Medardo di Terralba, di Italo Calvino. «Tutti ci sentiamo in qualche modo incompleti,» disse Calvino, «Tutti realizziamo una parte di noi stessi e non l’altra»."

Speciale Stranimondi

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