30 Marzo, 2020

Tag: Daniel Keyes

Dal nostro archivio

Frammenti di uomini e donne

Irwin Shaw, L'amore in una strada buia. "I personaggi dello scrittore statunitense (1913–1984) sono diversi, ma in ogni racconto il protagonista è l’amore di coppia, stanco, ancora vivo o non ancora troppo definito: incontri fortuiti, conversazioni inaspettate, telefonate non fatte o inattese cambiano le prospettive, dando a questi sentimenti visuali impreviste. "

Basso continuo (e risalita)

Cecilia Ghidotti, Il pieno di felicità. "Esplorando il lato oscuro di quella che con notevole sicumera è stata definita “generazione Erasmus”, Cecilia Ghidotti non rinuncia mai alla lucidità dell’analisi e all’emersione di una coscienza che non è mai falsa, poiché, tra le altre cose, continua a ribadire la propria esperienza di migrazione all in all privilegiata."

La realtà della poesia

Stefano Raimondi, Il cane di Giacometti, Marcos Y Marcos. Nella nuova raccolta di Stefano Raimondi il disagio vitale non ha sistemazioni fisse, sembra a ogni pagina che la dispersione geografica sia onnipresente, e che su quelle strade (o sentieri o plaghe infinite) l’uomo (esploratore, cacciatore, tecnico, vittima, fors’anche poeta) nulla possa contro una realtà il cui punto di svolta appare sempre più come l’evento nucleare di Chernobyl

Una storia degli anni di tritolo

Barilli & Fenoglio, Piazza della loggia. "Il taglio a tratti didattico di Piazza della Loggia è efficace senza nulla togliere alla godibilità (tra virgolette) della lettura, che certo non sarà amena, ma sicuramente è coinvolgente."

Concerto per mano sola e orchestra

Guido Giannuzzi, Paul Wittgenstein, Il pianista dimezzato. "L’epoca è tragica. Si è a ridosso del nazismo, dell’antisemitismo, della guerra. Il viennese Paul Wittgenstein inizia la sua carriera pianistica nel 1913. Meno di un anno dopo, in guerra, perde un braccio. Ostinato, feroce, superbo, Paul Wittgenstein prende una decisione che determinerà il suo destino: diventare un insuperabile pianista, anche se ha solo la mano sinistra. Il titolo del libro è un affettuoso richiamo al Visconte Medardo di Terralba, di Italo Calvino. «Tutti ci sentiamo in qualche modo incompleti,» disse Calvino, «Tutti realizziamo una parte di noi stessi e non l’altra»."

Speciale Stranimondi