23 Febbraio, 2020

Mariana Marenghi

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Dal nostro archivio

Manganelli: letteratura al quadrato

Giorgio Manganelli, Non sparate sul recensore. "Uno dei valori aggiunti di questo volume è che non solo permette di ripercorrere l’esperienza critica di Manganelli nella formazione di un gusto e di uno stile, ma anche di attraversare cinquant'anni di storia delle riviste letterarie italiane. Nel comporre questa grande antologia, l’ottimo curatore Michele Farina ha consultato con pazienza biblioteche e archivi, ma anche collezioni private, dato che le riviste letterarie sono spesso assenti dalle collezioni pubbliche."

Perdenti fra vendetta e impossibile giustizia

B.Azzarello e E.Risso, Moonshine. "Una trama mirabilmente complessa a partire dalla sete di vendetta che stagna in molti fallimenti umani".

Anatomia della guerra

Stefan Zweig, Opportunismo. "Nove saggi sul sonno della coscienza che genera mostri, scritti tra il 1914 e il 1941, dallo scrittore più cosmopolita e sapiente della Mitteleuropa. Poeta, filosofo, ricercatore, traduttore, autore di numerose monografie, narratore di enorme eleganza e capacità introspettiva, Zweig vive intensamente, da grande viaggiatore, a cavallo di due epoche."

Memoria e identità di una scrittrice

Ricordi del futuro, come la stessa Hustvedt vuole sottolineare, sebbene contenga molto del proprio vissuto, è però un romanzo, dove la protagonista ha una vita propria ed esperienze che sono solo sue, costruendo un romanzo sull’identità, sul ricordo e sulla memoria. Nulla di quello che viviamo resta tale per sempre; nella nostra mente e con il tempo, un fatto accaduto va incontro a un’evoluzione, la memoria lo elabora e lo percepisce in maniera sempre diversa, a seconda del momento in cui lo ricordiamo. Quello che resta fa parte della nostra identità.

Ritratto di noi stessi

Roberto Recchioni, La fine della ragione. "I punti cruciali de La fine della ragione sono molti: per questo si può dire che la ricerca della madre sia in realtà una non-storia che presto cede il passo a una narrazione didascalica, attraverso molte pagine di lettering urlato, efficace, ma che può non piacere. Il libro nasce da pochi, estenuanti mesi di lavoro febbrile per rispettare le tempistiche editoriali, tuttavia, come ogni grande autore, Recchioni è riuscito a fare di necessità virtù."

Speciale Stranimondi