5 Aprile, 2020

Primo Piano

Necessario seguire l’attualità, le continue uscite di nuovi libri; ma la nostra Rivista vuole anche concedersi pause di riflessione in cui ci si concentra su uno scrittore, su un tema, su una costellazione di testi interconnessi, e approfondire il discorso.

Poeti s/tradotti – Poeti stranieri non tradotti. Charles Bernstein

This Line / Questo verso This line is stripped of emotion. / Questo verso è svuotato di ogni emozione. This line is no more...

La realtà abbacinante di Mircea Cărtărescu

"È vero, nei miei testi c’è molto misticismo, molta religione, molto mito, passi di Bibbia, riferimenti ai Veda, alla Kabbalah, e sì, certo, c’è...

La rimozione del fascismo rumeno

Usciti quasi contemporaneamente due libri a loro modo complementari affrontano da prospettive distinte due fra i più ambigui e controversi intellettuali del Novecento, entrambi...

John Ashbery, il Principe in incognito. Note sul rapporto tra Poesia e Arti Visive

Si può scrivere della poesia astratta? Negli anni Cinquanta, già Wallace Stevens scriveva che “all poetry is experimental poetry”. È quanto ha tentato di...

L’universo di Gormenghast

Il castello è il vero protagonista della saga di “Gormenghast” di Mervyn Peake, la trilogia di cui Tito di Gormenghast è il primo romanzo....

James Graham Ballard. Rapporti da un oscuro pianeta

“I quartieri residenziali sognano la violenza. Addormentati nelle loro sonnacchiose villette, protetti dai benevoli centri commerciali, aspettano pazienti l’arrivo di incubi che li facciano...

John Berger: il disegno (e la prosa) del mondo

L’opera come luogo intimo e accogliente, aperto all’incontro: spesso si tratta di un cliché che in ultima analisi non corrisponde alla realtà, ma nel...

La nave dei folli a Milano. L’arte di Ivan Della Mea

A Basilea, sull’esterno di un’ansa del Reno, sorge la cattedrale della città. È una chiesa molto antica, e le sue fondamenta risalgono all’anno mille....

Poeti s/tradotti – Poeti stranieri non tradotti. Sheenagh Pugh

“La odio così tanto!”, dice l’autrice di questa poesia. Per molte ragioni. Perché viene spesso citata, nonostante l’autrice raccomandi di non usarla - è dedicata a un amico che lotta contro la dipendenza dalla cocaina, non destinata alla pubblicazione. Perchè comunque prega di non menzionare il suo nome, ma nessuno le presta ascolto. Perché molti la leggono in modo sbagliato, in senso troppo banalmente ottimistico. Perché è scritta in un linguaggio piatto e semplice, che non riflette lo stile di molte altre sue poesie, in cui “l’uso del linguaggio è semplicemente molto più interessante e immaginativo”.

Carlo Ginzburg, ovvero lo storico come redentore dei vinti

“Si chiamava Domenico Scandella, detto Menocchio”: con questo incipit dal sapore letterario viene presentato l’eretico mugnaio friulano vissuto nel Cinquecento, processato, torturato e messo al rogo dall’Inquisizione, cui Carlo...
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