30 Marzo, 2020

Mauro Marra

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Dal nostro archivio

Un romanzo su un romanzo

Wu Ming, Proletkult. Aleksandr Bogdanov, Stella Rossa. "La storia così come la conosciamo non è necessariamente quella reale, e nemmeno l’unica possibile, e se il passato può andare/essere andato altrimenti, tanto più può andare altrimenti il presente".

Un romanzo da leggere: “Marie Grubbe” in una nuova traduzione

Jens Peter Jacobsen, Marie Grubbe. "Il romanzo di Jens Peter Jacobsen torna adesso a disposizione del pubblico italiano in una nuova traduzione, a opera di Bruno Berni, che gli rende finalmente piena giustizia (come già era avvenuto alcuni anni fa con il "Niels Lyhne" delle edizioni Iperborea, a cura di Maria Svendsen Bianchi) e ne restituisce le sfumature elaborate, i toni talvolta bruschi e anche volgari, talvolta barocchi, sempre sontuosi, di una lingua che Jacobsen cercò di modellare su quel diciottesimo secolo in cui il romanzo è ambientato. Un’operazione che fa onore alla casa editrice che l’ha intrapresa e che speriamo possa avere il successo che merita."

Gotico siculo

Orazio Labbate, Suttaterra. "L'apice raggiunto dall'autore nel dispiegare questa progressione di immagini sanguinose, fantasmatiche e quasi lovecraftiane è l'effetto di spaesamento che suscita in chi legge. Il lettore spesso si ritrova a contemplare le visioni di Giuseppe senza sapere come ci è arrivato, una logica che ricorda il film Inception (2010), in cui i personaggi capiscono di trovarsi all'interno di un sogno proprio perché non hanno idea di come vi sono entrati."

Esordio di un classico

William Faulkner, New Orleans Sketches. "Gli Sketches sono un’ottima introduzione alla narrativa di Faulkner, qui non ancora complessa e involuta come nelle opere più mature. Ne 'Il regno di Dio', un Benjy Compson prototipico fa saltare un colpo maldestro disperandosi per il suo giglio spezzato, in 'Yo Ho e due bottiglie di Rum' le avventure farsesche di una nave di ubriaconi prendono un’inaspettata svolta macabra quando l’equipaggio è costretto a dare sepoltura al corpo di uno dei marinai sotto il sole spietato dei Caraibi."

Diario di bordo: John Ashbery in Italia 2/2

riferisce PAOLO PREZZAVENTO "Sia io che Cesaretti siamo convinti che varrebbe la pena di tradurre Turandot, anche se è del 1953, mentre Ashbery preferirebbe qualcosa di più recente, come ad esempio la sua nuova raccolta Wakefulness, oppure il nuovo poema Girls on the Run. Sinceramente, adesso come adesso, non me la sento di tradurre un altro long poem. La prospettiva mi terrorizza."

Speciale Stranimondi