27 Ottobre, 2020

Roberto Derobertis

32 ARTICOLI

Quotidianità angoscianti

La storia del genere fantastico – piuttosto difficile da...

La potenza liberatoria della falsificazione. Il Consiglio d’Egitto di Leonardo Sciascia

L'apparato allegorico del romanzo si presenta oggi ancora più potente, forse più di quanto non lo fosse cinquantasei anni fa. Una nave sbarcata sulle coste siciliane e i rapporti tra Europa e mondo arabo e islamico, per esempio, tematizzano la posizione dell'Italia nel Mediterraneo e ne mostrano la Sicilia come suo avamposto, ricordandoci che al tempo del Consiglio d'Egitto l'arabo tornava in Sicilia, dove era stata una lingua dominante e che i rapporti tra costa nordafricana, penisola italiana e Malta sono rapporti secolari e non certamente rapporti emergenziali dettati dall'agenda delle migrazioni di oggi.

È fatto giorno (1954) di Rocco Scotellaro

Nel 1954, Mondadori manda in stampa, nella prestigiosa collana poetica dello Specchio – che ospita, tra gli altri, Ungaretti, Saba, Quasimodo e Zanzotto – È fatto giorno del poeta lucano Rocco Scotellaro. È la sua prima raccolta di versi. L'autore è morto da pochi mesi, giovane e dopo una vita piena: è stato militante socialista e sindaco di Tricarico – piccola cittadina in provincia di Matera con un centro storico arabo noto come Rabatana –, poeta, saggista e autore di inchieste sociali sul Mezzogiorno.

Autoritratto del filosofo da giovane calciatore

, Dove non arrivavano i treni arrivò la serie B. La mia storia nel Matera. "Aprile non racconta della Matera miserabile e poverissima dei Sassi, scoperta dagli italiani nel Secondo dopoguerra, né della Matera oleografica divenuta poi meta di scoperta nel nome di un passato sottovalutato. Nell'anno di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, questo memoir ci restituisce una città fatta di incontri e relazioni, di calcio polveroso di periferia che sognava ingenuamente in grande: ci parla di un luogo abitato, insomma, non di un simulacro turistico e che, come tutti i luoghi abitati, serba storie in ogni interstizio del tempo".

Tutto è altrove

, Paesaggi migratori. Cultura e identità nell'epoca postcoloniale. "È un pensiero critico felice e accattivate, quello di Chambers: a ogni riga, ad ogni pagina riempiamo la nostra cassetta degli attrezzi per resistere ed essere pronti al futuro anteriore della migrazione, adesso, proprio qui, proprio ora, nel Paese tutto immerso nel Mediterraneo che torna a farsi sedurre da porti chiusi, inquietanti forme di neo nazionalismo e tradizioni inventate, tristemente incapace di ritrovare nelle sue rovine lo slancio per scrivere una storia nuova."

Affacciarsi con stupore sul mondo

, Piccoli buchi nel silenzio. Poesie "Tuwhare contamina la lingua inglese disseminandola di parole maori che fanno letteralmente buchi nel silenzio al quale le culture aborigene sono state condannate dal colonialismo europeo. Così, lettori e lettrici dell'emisfero nord possono raccogliere da questa semina dell'autoreneozelandese il profumo di un mondo misconosciuto e vivo, incistato nel cuore della lingua del padrone".

Serotonina. Molto meno di una speranza

è un movimento vertiginoso attraverso un'Europa spettrale abitata da automi, figure descritte in atteggiamenti meccanici. Sono uomini e donne in tutto simili a quelle che incontriamo quotidianamente per la strada, nelle nostre città, nelle campagne spagnole, nelle province belghe, francesi o tedesche.

Narrazioni per dis/orientarsi nel mondo

, In territorio selvaggio. Corpo, romanzo, comunità. Roberto De Robertis "Il romanzo, dunque, sembra dirci la scrittrice, non può ridursi a strumento di stabilizzazione, un mero “conforto”, scrive; esso non può che essere un sentiero disagevole e striato da frontiere, abitate e attraversate da corpi irrequieti."

Eternamente mobilitati nella distopia della prestazione

ha scritto un libro per inquadrare l'alternanza nella nostra epoca e, in definitiva, per spiegare come tutti noi, nella fase attuale del neoliberista, siamo in alternanza. “Alternanza” è, del resto, una parola che illustra efficacemente un mondo governato dalla dinamica oscillatoria tra premio e punizione, inserita in un orizzonte dove il riconoscimento sociale consiste nel mostrarsi abili e vincenti nel mettere a valore le proprie competenze: saper svolgere microcompiti specifici per (non) sopravvivere.

Per un’etica minima della sfera pubblica

Pier Aldo Rovatti, L'intellettuale riluttante. "Un'istituzione guardata con interesse e preoccupazione dal filosofo è certamente la , travolta da innovazioni tecnologiche e sociali che i soggetti che la abitano o la attraversano – studenti, docenti, genitori – faticano a mediare, risucchiati da un dilagante deficit di attenzione e da competitività e individualismo sfrenati. L'ansia per una comunità disintegrata da forme esorbitanti di atomizzazione e competizione è la lente che l'autore utilizza per leggere la restrizione degli spazi pubblici, il dilagare di forme autoritarie di populismo e l'affermazione sempre più spudorata del potere economico e politico di cerchie ristrette."