22 Febbraio, 2020

Walter Catalano

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Dal nostro archivio

Tutte le Claudine di Colette

Claudine a scuola, Claudine a Parigi, Claudine sposata, Claudine se ne va (Diario di Annie) Nel 1941, in una Parigi occupata dai nazisti, la vecchia scrittrice...

Scivolare nell’abisso come nel piacere

Giuseppe Scaraffia compone da molti anni una sorta di libro dei libri, per niente autarchico, dove possono ritrovarsi i migliori distillati di opere e...

Speciale Hans Fallada: Il mio Reich per un cavallo/1

Il grande successo di Fallada comincia dunque in Germania, ma diventa internazionale a partire dal 1932, quando viene pubblicato il suo romanzo più celebre, E adesso, pover’uomo? (Mondadori, 1933; ristampato da Sellerio nel 2008). Il romanzo ebbe un tale successo che fu subito tradotto in diverse lingue e attirò l’attenzione dell’industria del cinema di Hollywood, che ne ricavò nel 1934 il film Little Man, What Now?, con Douglass Montgomery e Margaret Sullavan, diretto da quel Frank Borzage che due anni prima era stato il regista dell'adattamento cinematografico di Addio alle armi di Hemingway.

Digital Humanities

Valentina Rivetti e Sebastiano Iannizzotto (mixed by), Alessandro Baricco (feat.), The Game Unplugged, Einaudi, Una recensione di Fabio Malagnini. Dalla proliferazione delle interfacce simboliche alla retromania anni 80/90 di default quando la memoria artificiale diventa illimitata; dalle vite sorvegliate del capitalismo digitale alle serie non lineari che non ci lasciano mai. Il catalogo è questo e comprende molto altro ancora. Per qualcuno il digitale conserva intatto il suo potenziale di cambiamento e, in meglio o in peggio, la partita è ancora da giocare, per qualcun altro la prima cosa da fare è uscire da un gioco divenuto tossico e riorganizzare le forze. Un po’ apocalittici, un po’ integrati, consolidano entrambi la cartografia del digitale.

Filosofia dell’orrore e orrore della filosofia

Eugene Thacker, Tra le ceneri di questo pianeta, tr. Claudio Kulesko, Nero Editions, In un mondo sempre più impensabile, Thacker distingue tra il mondo-per-noi, mondo che interpretiamo, a cui ci relazioniamo e di cui facciamo parte; il mondo-in-sé, il mondo dato, che cessa di essere tale e diventa mondo-per-noi nel momento stesso in cui tentiamo di comprenderlo in termini umani; e lo ‘spettrale e speculativo’ mondo-senza-di-noi, la sottrazione dell’umano dal mondo, la cui unica possibile enunciazione è data nell’horror soprannaturale e nella fantascienza.

Speciale Stranimondi