4 Dicembre, 2020

Dalle radici al parco a tema. Non si scherza con la Storia!

Tullio Avoledo, Furland©, Chiarelettere Editore, 2018, pp. 225, €16,50 stampa, €9,90 ebook

Siamo nel 2035 e il Friuli Venezia Giulia è diventato il Furland©, un parco di Attrazioni a tema, in cui i turisti possono rivivere periodi storici perfettamente ricostruiti, animati da attori professionisti e comparse che interpretano diversi scenari: Trieste è asburgica, alcuni paesi della Carnia sono in mano ai nazisti e ai Cosacchi, oppure liberati dalla Resistenza; in altri paesi si celebrano presunti riti celtici basati su ricostruzioni storiche per forza di cose un po’ lacunose, Aquileia ridiventa romana… Ciò che si produce e vende nel Furland© è, infatti, il passato. Al turista e ai visitatori la scelta: l’esperienza sarà forte e del tutto verosimile, fucilazioni e torture comprese, ma si può giocare con la Storia, “la più grande serial killer di tutti i tempi” senza nessun pericolo. Un po’ come in Westworld ma senza i robot!

L’ultima invenzione di Avoledo è molto più plausibile di quel che si possa immaginare (basti pensare al prossimo biglietto per entrare a Venezia, ma anche al truce episodio della donna che qualche mese fa ha indossato una maglietta con scritto Auschwitzland con i font della Disney – una sinistra crasi fra ciò che evidentemente non è più “indicibile” e i parchi gioco!). Vittorio Volpatti, Padre della nuova versione della Piccola patria del Friuli, ha semplicemente messo a regime una tendenza che ha i suoi germi ben piantati nel nostro presente.

Volpatti vince le elezioni nel 2023 con un progetto, il Grande Accordo di Sostenibilità, che, ahimè, ci suona molto famigliare: “un mondo nuovo, pulito, una terra restituita alle origini ancestrali, dove i friulani riportati a casa da ogni parte del mondo potessero vivere in pace e armonia, riscoprendo piaceri semplici, la bellezza del lavoro di un tempo, a contatto con la natura.” Che importa se per ritornare al Friuli pre-terremoto del 1976 innanzitutto si debba mettere in sicurezza il territorio da ogni elemento estraneo e non armonico? Cosa sono poche migliaia di morti o espulsi se il risultato è la felicità degli abitanti rimanenti e il Furland© diventerà “onesto, pulito, ecologico al 100%”? Insomma, sembra dire l’Autore, che ci importa se nel resto del mondo si stanno combattendo 44 guerre locali e intercontinentali?

Ma naturalmente le cose non vanno mai così lisce e la felicità non è assicurata neanche quando è a scapito degli altri: Avoledo costruisce un gustoso intreccio mescolato alle sapide riflessioni del protagonista, Francesco Salvador che, inviato a scoprire chi stia sabotando una così meravigliosa attrazione, conclude che è difficile identificare con precisione i “buoni” e i “cattivi” e forse l’unica via per non essere complici è lasciare per sempre il Furland©. Il riferimento è, l’ha detto lo stesso Autore in un’intervista, al racconto di Ursula K. Le Guin “Quelli che si allontano da Omelas” del 1973, dove la gioia e la felicità del paese di Omelas riposano su un segreto da tutti conosciuto e messo in discussione solo dai pochi che se ne vanno e non accettano di scambiare la propria “felicità” con le sofferenze indicibili di un bambino imprigionato, pena la fine della presunta “armonia” di Omelas.

L’altro “custode” di Furland© è il filosofo sloveno Slavoj Žižek e un suo “pericoloso” paradosso mal compreso (o compreso giustamente negli aspetti decisionali e verticali di Volpatti? Si aprirebbe una diatriba filosofica e politica che lasciamo ai lettori): «Il passato viene continuamente ricreato dal presente. La nuova frontiera rivoluzionaria non è il futuro, ma il passato. Riappropriandoci del passato possiamo conquistare Il futuro».

Žižek, si sa, quando parla del passato parla della rivoluzione e dell’insegnamento leninista che consisterebbe nel saper fare i conti fino in fondo con il proprio «fallimento», lo stalinismo, i gulag, ecc. fino a giungere a «ripetere l’inizio» sapendo che la rivoluzione non dà garanzie, non s’inscrive in una lineare necessità storica. È un “Evento” che si pone fuori dalla linearità della Storia. Il passato si può interpretare ma non può giustificare o legittimare il futuro. Men che meno essere riattualizzato: infatti il Furland© è una tragica farsa.

Nota. Tullio Avoledo è un po’ birichino e si diverte con il panorama letterario locale. Qualche frecciatina comprensibile solo ai lettori friulani doc!

 

 

 

Solarpunk è utopia politica del possibile. Anche...

Era il 1981 e in edicola, in mezzo ad altre pubblicazioni, c’era un Millemondi...

Doppio sogno a occhi aperti

Un classico noir è quello che attende il lettore oltre la copertina di questa...

La fine dell’uomo che racconta il nostro...

Da qualche mese uno strano oggetto editoriale sta girando nelle librerie indipendenti di Milano...