Addio Francesco Guccini

Le sue canzoni sono come i grandi classici, ogni volta che le riascolti ci trovi un nuovo significato, una nuova sfumatura. Come i grandi classici non sono mai tramontate, le ascoltano quelli che Guccini lo hanno visto dal vivo e quelli che sanno a malapena chi sia. Le sue canzoni arrivano a tutti, e resteranno. E questo attutisce un po’ il dispiacere di non averlo più tra di noi.

Radure, di Iris Wolff

Un genocidio annunciato, di Chris Hedges

La radice del male, di Adam Rapp