Il pavone volante, di Yuko Yamao

In un Giappone mai esistito ma incredibilmente verosimile, un misterioso incidente in una cava ha alterato le leggi naturali: il fuoco fatica a bruciare e le fiamme diventano un bene prezioso. Due mondi sovrapposti, dominati da un’unica montagna che pare sdoppiarsi, fanno da teatro a una serie di scene che si rivelano come in una cartomanzia. Le sorelle Suwa e Tae trasportano una fiamma, inseguite da un pavone dagli occhi iniettati di sangue. Intanto, le vite di K e Q si incrociano nel labirintico Laboratorio cranico, centro di ricerca e hotel, dove K giunge in cerca di Mitsu, la tranviera di cui è innamorato, e Q accetta di scarnificare animali morti pur di sottrarsi a un matrimonio imposto. Tra segnali luminosi, cerimonie lisergiche e visioni oniriche, i personaggi scompaiono e riappaiono continuamente, inghiottiti da un universo di cui forse, in fondo, sono solo comparse. Il pavone volante è un capolavoro visionario, un cinema verbale finemente concepito da una delle scrittrici giapponesi più originali del panorama contemporaneo. Pubblicato da Add.

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