Texas. Una mattina la madre prepara un fagotto, lo mette in mano a Ingram e gli dice di andarsene. Non può più occuparsi di lui. Ma Ingram ha nove anni. Non sa dove andare. Non sa nemmeno cosa ci sia oltre la strada sterrata che parte da casa sua. È cresciuto in una fattoria, tra il silenzio del padre e il lento declino della madre, tra animali, polvere e nient’altro. Della vita, Ingram deve ancora scoprire tutto. Lungo il cammino incontra un uomo enorme che gli insegna la prima cosa vera sul mondo; una donna che lo nutre e lo accoglie come se fosse suo figlio; una cameriera che gli mette in mano un libro e gli insegna a leggere; un criminale in fuga che gli regala una bussola; un bambino ancora più solo di lui che Ingram porta sulle spalle per chilometri. Sopravvive a un tornado, a un’esplosione, ai furti, alla violenza, alla malattia. E ogni volta si rialza, con la stessa ostinazione silenziosa con cui ha imparato a camminare su una strada che non porta da nessuna parte. Ingram è il primo romanzo di Louis C.K. e porta con sé tutto ciò che l’ha reso uno dei personaggi più emblematici del nostro tempo. È un comico, ma anche un artista poliedrico, capace di riempire i teatri di tutto il mondo. La sua è una comicità malinconica, che mette al centro la tristezza e il fallimento umano. E Ingram è un romanzo che racconta l’America profonda, quella dei dimenticati e degli invisibili, ma che parla, con una precisione dolorosa, di qualcosa che appartiene a tutti noi. Edizioni Corbaccio.



