La guerra fredda culturale, di Frances Stonor Saunders

Torna in libreria (Fazi editore) in una nuova edizione un classico del giornalismo storico: La guerra fredda culturale. Frances Stonor Saunders ha rivelato per la prima volta come, nel secondo dopoguerra, gli Stati Uniti – attraverso la CIA – abbiano sostenuto e orientato una vasta rete di iniziative culturali in Europa, con l’obiettivo di contrastare l’influenza sovietica e influenzare il dibattito intellettuale occidentale. Per arginare il richiamo del comunismo e la crescita delle sinistre, la CIA, con finanziamenti occulti, promosse fondazioni, riviste, premi e istituzioni artistiche, trasformando la cultura in uno dei principali terreni di confronto tra i due blocchi. Dalle grandi manifestazioni musicali del dopoguerra – come la Conferenza internazionale della musica del ventesimo secolo a Roma nel 1954 – alle tournée della Boston Symphony Orchestra nelle capitali europee; dalle mostre sull’espressionismo astratto americano alla diffusione di un’estetica celebrata come “arte della libera impresa”, emerge così una strategia capillare, volta a ridefinire l’immaginario dell’Europa occidentale.

 

 

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