La porta aperta, di Margaret Oliphant

Tra i molti generi letterari praticati da Margaret Oliphant, il soprannaturale e il mistero furono quelli che le diedero forse maggiore visibilità. Nel racconto La porta aperta (Elliot) protagonista è una casa nella quale il male sembra avere il sopravvento su chiunque vi si avvicini. È quello che accade al colonnello Mortimer, ufficiale in pensione, quando decide di prendere in affitto una villa a Brentwood, i cui terreni sono in parte occupati dalle rovine di una casa più antica. Poco dopo, infatti, iniziano a verificarsi eventi inquietanti e il figlio di Mortimer si ammala. Quando le misteriose forze del male sembrano avere la meglio, Mortimer decide di tentare il tutto per tutto per salvare suo figlio, anche se per farlo dovrà avventurarsi in un luogo sempre più terrificante. Anche nel racconto Il ritratto – che completa questo volume – oscure presenze compromettono la visita del protagonista Philip alla casa dell’anziano padre.

Quattro testimonianze sul fiume Erinnio, di Angela Dimitrakaki

La cultura del femminicidio, di Ivan Jablonka

La vera storia di Raja il Credulone (e di sua madre),...