La società senza rispetto, di Byung-Chul Han

Il garbo, l’educazione e le formalità non sono orpelli inutili, ma il prerequisito del dialogo e, dunque, della democrazia. Le basi di una vita degna. La perdita del rispetto – per gli altri, per le regole, per sé stessi – è sintomo e causa di un malessere diffuso. Nell’attuale società della prestazione, la capacità di ascolto e la volontà di empatizzare, essenziali per il riguardo verso l’Altro, sono state abbandonate come reliquie del passato. Con esse un tassello di ciò che ci rende umani rischia di andare perduto. Il filosofo Byung-chul Han non si limita a diagnosticare questo allarmante fenomeno. Propone, con veemenza e visionarietà, una politica dell’amicizia, basata sulla coesistenza e il riconoscimento reciproco nella diversità. Einaudi Editore.

Stranieri come te, di Ece Temelkuran

Un desiderio smisurato di amicizia, di Hélène Giannecchini

Perché mi piace invecchiare, di Anselm Grün