L’albero di ginepro, di Barbara Comys

Bella Winter conduce un’esistenza solitaria a Londra, è madre di una bambina avuta da un uomo privo di importanza e il suo volto è sfigurato dalla cicatrice che le ha inflitto un incidente crudele. Un giorno, tuttavia, il filo del suo destino sembra tendersi improvvisamente: Bella trova lavoro e vocazione in un bizzarro negozio d’antiquariato e fa la conoscenza di Gertrude, una splendida donna dai capelli biondi come il grano che le offre la sua amicizia, insieme a un giardino colmo di fiori e piante, tra cui un rigoglioso albero di ginepro, della cui bellezza godere insieme. Tuttavia, come nelle favole, nulla è destinato a rimanere com’è, perché il seme di questa nuova vita si rivela presto colmo di oscurità, e crescendo minaccerà di inghiottire tutti i sogni, e gli incubi, di Bella. Moderna e suggestiva rivisitazione dell’omonima opera dei fratelli Grimm, ne L’albero di ginepro (Safarà) la storia si dipana con immutata inquietudine e rinnovate interpretazioni, confermando il valore inesauribile delle fiabe, destinate a essere perennemente oscure, eternamente vere.

La riparazione. Donne che rammendano il mondo, di Marcella Filippa

Sacrificio di regina. Larisa Rejsner, di Steffen Kopetzky

Il libro di tutti gli amori, di Agustín Fernández Mallo