L’economia della paura, di Veronica De Romanis

Negli ultimi vent’anni, un crollo finanziario sistemico, una pandemia globale senza precedenti e un inasprimento dei conflitti in Ucraina e in Medio Oriente hanno scosso il mondo. L’inizio del secondo mandato di Donald Trump ha reso lo scenario internazionale ancora più instabile, eppure le politiche economiche italiane sembrano andare avanti come se niente fosse. Nonostante l’urgenza, i governi si guardano indietro, seguendo le orme di chi è venuto prima. Ma conservare significa ripetere gli errori del passato, soffocare slanci e innovazioni concrete. Le sfide che l’Italia deve affrontare sono nuove e richiedono soluzioni coraggiose e inedite. Veronica De Romanis mostra che questo circolo vizioso è alimentato dall’economia della paura, una strategia bipartisan che fa leva sui timori della popolazione – la guerra, lo straniero, il cambiamento – per mantenere lo status quo. Le conseguenze sono evidenti: prevale una «Repubblica delle tribù» dove ognuno guarda al proprio tornaconto e protegge i privilegi di sempre, rinnegando qualsiasi proposta che possa metterli a rischio. A pagare il prezzo sono i giovani. In questo saggio Veronica De Romanis ci consegna il ritratto di un Paese immobile, chiamato ad agire in fretta per non collassare sotto il peso del proprio passato. Una lettura indispensabile per chi crede ancora nell’Italia del futuro, e per chi vuole capire da dove iniziare per cambiare le cose.

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