Nessuno canta il mio nome, di Yann Martel

Una nuova leggenda sovverte la prospettiva regale dei poemi epici sulla guerra di Troia: a differenza dell’Iliade e dell’Odissea che cantano di re, eroi e dei, qui il protagonista è Psoas di Midea, umile pastore, che lascia la moglie e la famiglia per combattere a Troia, riuscendo a sfidare e sconfiggere un figlio del re Priamo. Il poema della sua vita è andato perduto, fino a quando, trentatré secoli dopo, un accademico di nome Harlow Donne ne scopre i frammenti e per studiarli si trasferisce dal Canada a Oxford, anche se ciò significa lasciare la figlia e incrinare ulteriormente un matrimonio già fragile. Mentre Harlow ricompone e commenta i resti del poema, riaffiorano in lui i ricordi della sua famiglia, e si trova a confrontarsi con le stesse domande di Psoas: l’ambizione, la nostalgia di casa, la responsabilità, in un dialogo continuo tra antico e contemporaneo. Pubblicato da Piemme.

La perfezione dei finali imperfetti, di Kim Andrea Brofeldt

Consegno pacchi a Pechino, di Hu Anyan

L’elmo di Scipio, di Stefano Jacini