Dall’alba del XXI secolo l’Occidente appare in declino. Guerre, crisi economiche ricorrenti, instabilità politica e l’ascesa di nuove grandi potenze mettono in discussione l’ordine mondiale a guida occidentale. Molti temono il caos globale. Ma è un’illusione ritenere che l’Occidente detenga il monopolio dell’architettura politica che rende possibili cooperazione e pace tra le nazioni. Ripercorrendo cinquemila anni di vicende umane, Amitav Acharya – tra i più autorevoli studiosi di relazioni internazionali – mostra che un ordine mondiale esisteva ben prima dell’ascesa occidentale. La storia rivela che l’ordine non coincide con il dominio di un solo polo: è una tessitura plurale che si ricompone, integra nuovi attori e rinegozia gerarchie. Di qui la tesi centrale del libro: anche se l’Occidente arretra, l’ordine perdura. Il suo declino non preannuncia la fine della civiltà globale, ma apre la strada a più centri di potere e a un assetto più equo, in cui il “resto” del mondo abbia maggiore voce e responsabilità. Oltre le interpretazioni geopolitiche convenzionali, Storia e futuro dell’ordine mondiale (Fazi) offre la prospettiva storica necessaria per comprendere il presente e orientarsi nel mondo che viene.



