30 Marzo, 2020

Tag: Carla Corso

Dal nostro archivio

Belsen era una figata

Greil Marcus, Lipstick Traces. "La tesi di fondo del libro – semplice e allo stesso tempo geniale – è dunque che il Punk sia stato molto più di una moda giovanile, molto più di una rivoluzione in campo musicale – si è trattato invece di un fenomeno culturale e sociale di vasta portata che ha cambiato la storia del Novecento, con radici culturali che addirittura si possono far risalire al Dada, ai Situazionisti e addirittura ad alcuni mistici medievali e rinascimentali."

Intervista con Aldo Giannuli: Ricordare Piazza Fontana, 12 Dicembre 1969

Alle 16:37 del 12 dicembre 1969 una bomba esplose nell'agenzia della Banca Nazionale dell'Agricoltura di Piazza Fontana a Milano. 17 morti e numerosi feriti il bilancio; e l'inizio di quella che venne definita strategia della tensione. Un evento che è entrato non solo nella nostra memoria collettiva, ma nel nostro immaginario, raffigurato in romanzi, film, serie televisive, fumetti. Ci è sembrato giusto ricordare quel tragico avvenimento, e tutto quel che ne seguì, con un'intervista a uno dei più importanti studiosi del terrorismo degli anni Settanta, Aldo Giannuli.

Controcorrente

Nanni Cagnone frantuma delicatamente la propria riservatezza e l’illibatezza dei precedenti libri cogliendo “a ritroso” per la collottola una manciata di poesie – e,...

Scrittori Stran

Maurizio Cometto, Magniverne, Edizioni Il Foglio. Una recensione di Danilo Arona. L'antologia è un percorso a tappe le une con le altre collegate dall'identico teatro narrativo, l'immaginario paese di Magniverne, inesistente ma posizionato in Piemonte.

Gli ultimi fra gli ultimi

Erano gli anni Sessanta, quando un giovane e coraggioso Stoppard rappresentava la sua pièce basata su un capolavoro ritenuto quasi intoccabile, e in puro spirito sessantottino l’autore spiega come la sua opera sia poco definibile e non definitiva, e come non debba essere presa troppo sul serio. Nell’interessante nota che precede il testo nell’edizione di Sellerio, Stoppard racconta come gli allestimenti da lui diretti cambiassero a seconda del contesto, come non ce ne fosse uno uguale all’altro, e incoraggia una libertà quasi anarchica di regia.

Speciale Stranimondi