28 Novembre, 2020

50 anni di (s)controcultura. Intervista a Marcello Baraghini

Non ricordo se era un manuale per il diritto alla salute edito da Stampa Alternativa o se fosse uno delle centinaia di libretti autoprodotti e stampati liberamente, come “supplemento di Stampa Alternativa. Direttore: Marcello Baraghini”, di un collettivo particolarmente ottimista; fatto sta che assicurava che si poteva andare dal dentista e non pagarlo perché secondo un qualche articolo garantito dalla Costituzione le cure dentistiche dovevano essere considerate come un diritto inalienabile. Il dentista non fu d’accordo e mi denunciò per insolvenza. Ma tant’è, altri manuali di vita alternativa e libera erano più fondati: come, per esempio, quello di autodifesa dalla famiglia, che ti faceva subito comprendere di non essere sola nella tua ribellione, e che l’aborto era una cosa che riguardava il tuo corpo e le tue decisioni, o quello importantissimo per non fare il servizio militare, crocevia terrificante e difficilmente aggirabile con cui tutti i tuoi amici dovevano fare i conti. E come avere un sapere critico sulle droghe e il proibizionismo e passare dalla teoria alla pratica con un manuale che ti insegnava come coltivare la marijuana.   

E poi, andare male a scuola, o non andarci affatto, non pensare alla carriera(!), non significava non amare il sapere sulfureo dei poeti decadenti o i cut up degli americani o passare le notti a studiare un Marx che prima di allora non si era mai letto,..

Ma se potevi criticare, riappropriarti e fregartene delle agenzie (università,  intellettuali, partiti e chiesa, case editrici) a cui il sapere era riservato tradizionalmente, potevi anche produrne di nuovo: nei volantini, nelle piccole o grandi riviste, nei fogli e nei libri. Certamente chi deteneva il sapere ti guardava con sufficienza, salvo cercare di scippartelo quando decidevano che era un affare conveniente.

Ma è: “tra l’inverno ‘76 e il luglio ‘77 [che] esplode un fenomeno senza precedenti: la nascita di 69 nuove testate con una tiratura complessiva di 300 mila copie di cui 288 mila vendute, stampate in nove regioni diverse d’Italia, nelle metropoli ma anche in situazioni incredibili come Pero, Sesto San Giovanni, Brugherio, in provincia di Catanzaro, Ascoli Piceno, Ferrara, Rimini, Savona, Imperia. Sono Zut, A/Traverso, Wow, Bilot, giornale della Brianza, Nel morbido blu, catanzarese, in una sorprendente omogeneità di linguaggio a dimostrazione di rivoli e percorsi culturali comuni, ad esprimere i contenuti del movimento 77”. Lo scrivono Nanni Balestrini e Primo Moroni in L’orda d’oro 1968-1977. La grande ondata rivoluzionaria e creativa, politica ed esistenziale (Feltrinelli 2007), libro fondamentale per capire l’”altro lavoro intellettuale” e l’”altra editoria”.

Questa enorme produzione si dota anche di proprie strutture, di tipografie, di sedi, di centri di documentazione e librerie, di canali di distribuzione (il Consorzio Punti Rossi apre più di 100 librerie in Italia)  basati quasi interamente sul lavoro intellettuale volontario e gratuito, perché inteso come politico e riguardante la propria vita, oggi e non in un futuro più o meno luminoso.

Non è un caso che due dei protagonisti di questa avventura, Primo Moroni e Marcello Baraghini molto diversi per tanti aspetti, uno più legato ai movimenti politici, seppur attentissimo agli aspetti culturali underground, il secondo più attento ai diritti civili (era uno dei fondatori con Marco Panella della Lega Italiana per il divorzio) e rivolto alla galassia di quelli che si definivano “frichettoni”, abbiano una biografia del tutto anomala rispetto agli intellettuali paludati e non abbiano fatto studi regolari ma si siano formati – con assoluto sprezzo delle Accademie – nei movimenti conflittuali, politici e sociali che attraversavano l’Italia.

Nel 1989 Marcello Baraghini e Stampa Alternativa inventano i libri Millelire – che costano per l’appunto mille lire, una cifra irrisoria che ogni adolescente può avere in saccoccia, e che hanno un successo straordinario. Sono libricini in formato a5 che pubblicano testi dimenticati di autori maggiori o considerati impubblicabili dalle case editrici perché non raggiungono un numero sufficiente di pagine, fumetti, piccoli manuali alternativi, testi di autori sconosciuti o fuori dai circuiti ufficiali. I Millelire che vendono milioni di copie e saranno imitatissimi dalla stampa mainstream sono ora in rete: un “antivirus letterario” da scaricare gratuitamente, leggere e diffondere.

Incontriamo e intervistiamo Marcello Baraghini in una sede anarchica (dove se no?) in cui arriva con una valigia di libri che fanno parte del suo ultimo progetto editoriale Strade bianche: libri senza codice a barre, senza copyright e senza prezzo (che fa il lettore), progetto che comprende anche un festival letterario dedicato agli scrittori analfabeti

 

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