8 Agosto, 2020

Fabio Malagnini

23 ARTICOLI

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L’incubo del potere, genere e razza riprodotti nel futuro

Vincitore del John W. Campbell Award come miglior novel dello scorso anno, e nominato per i premi Nebula e Lotus, La città dell’orca (Blackfish City) è un romanzo rivelazione sulla struttura olistica del potere e sui privilegi di classe, genere e razza riprodotti in una società del futuro interamente dominata dalla narrazione della catastrofe e della sopravvivenza.

Il futuro sarà automatico o non sarà affatto

Accoto, citando Hanna Arendt e la Vita Activa, distingue la dimensione del lavoro da quelle dell’azione e dell’opera, auspicando che l’automazione possa liberare il tempo dell’empatia, in un mondo non più “user-centrico” né “macchino-centrico”, dove l’ominazione è chiamata a negoziare la sua permanenza ed evoluzione sul pianeta

Apocalyptic Office Novel

La storia alterna un arco di narrazione densamente introspettivo con il più classico genere “fine del mondo”, arrivati all’ultima pagina si svela però una formidabile parabola sull’identità e sulla sua evoluzione nel soggetto umano, al di là dei vincoli parentali, di genere, lavorativi che lo hanno plasmato.

Manifesto ottimista per ripartire oggi

Mason non le manda a dire, e a volte sa essere ruvido: l’onda di relativismo anti-umanista, dice, avrebbe trovato un’ampia sponda nel mondo accademico e nel pensiero progressista (da Michel Foucault a , da a Luciano Floridi) a partire dagli anni Settanta, quando per uscire dall’angolo in cui era finito con la crisi del marxismo, ha cominciato a fornire indirettamente munizioni all’avversario.

Il coraggio di essere utopisti

Parafrasando nel titolo il canto anarchico di ...

Un futuro non negoziabile

, . L'era del capitalismo multi planetario, . Una recensione di Fabio Malagnini, ha il grosso pregio di guardare al futuro da una prospettiva radicale, non esclusivamente “terrestre”, senza mai porre nella globalizzazione, nella natura o nella il termine ultimo della nostra presenza nel cosmo.