23 Febbraio, 2020

Francesco Ceccamea

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Dal nostro archivio

Rivoluzione e liberazione

Frantz Fanon, La rivoluzione algerina e la liberazione dell'Africa. "Lo sguardo di Fanon non resta intrappolato in quella che rischiava di essere una claustrofobica dinamica franco-algerina: esso ritmicamente si allarga, rimandando all'ambiguità delle reazioni euro-americane (soprattutto alle ondivaghe posizioni di Stati Uniti, Regno Unito e Italia) nei confronti della causa algerina e, in maniera ancora più eloquente, al significato profondo di quella rivoluzione, ovvero il movimento anticoloniale di liberazione di tutti i popoli oppressi dalle potenze europee."

Quel settantasette newyorchese…

Michael Imperioli, Il profumo bruciò i suoi occhi. "Tragicomico rito di passaggio (e non il solo...) per l'indimenticabile protagonista di questo elegiaco e autobiografico bildungsroman dal crescendo appassionante, meticoloso montaggio di giorni, corpi, voci di una giovinezza affatto inventata. Scritta sulla pelle, letteralmente, quasi fosse un testamento. Di Lou e di Matt."

Morto che cammina

Roberto Saporito, Respira. "Ne risulta un noir da manuale, permeato di un'atmosfera di gelo crescente, dove le ripetute fughe del protagonista, sempre convinto di essersi sbarazzato della sua vecchia vita ma poi sempre braccato dal suo passato, hanno un che di onirico e claustrofobico; e riemerge ossessionante quel sentimento di solitudine esistenziale che già s'avvertiva nel Caso editoriale dell'anno."

Aspettando l’uragano

Jesmyn Ward, Salvare le ossa - Bois Sauvage, Mississippi, 2005. Dodici giorni prima dell’arrivo dell’uragano Katrina, il più grande disastro naturale della recente storia statunitense. Esch, attraverso i cui occhi si dipana la storia, è una ragazzina afroamericana parte di una famiglia tanto disastrata quanto unita. Sua madre è morta dando alla luce l’ultimo figlio, Junior.

L’amore dunque ci fa permanere e ragionare

Roberto Carifi, Amorosa sempre (poesie 1980-2018) "Un poeta come Carifi, giunto nel panorama della poesia italiana al termine degli anni Settanta del ’900, esprime uno sbilanciamento storico che ora appare ben osservabile alla luce di questa antologia, definita dalla curatrice “riparativa”".

Speciale Stranimondi