1 Dicembre, 2021

Gioacchino De Chirico

54 ARTICOLI

Dove ti spinge il vento?

Daniela Dawan, Qual è la direzione del vento? "L’incipit concitato impone al lettore i terribili momenti della persecuzione degli ebrei tripolini nel giugno del 1967, in seguito all’eccitazione e al delirio antisemita che si era impadronito delle popolazioni arabe durante la guerra dei Sei Giorni, poi persa da Nasser, il nuovo e acclamatissimo leader egiziano dell’epoca. La crisi sembra piombare sulle teste di questo nucleo familiare come se non ci fosse mai stato nemmeno il segno di un’avvisaglia. Al punto che i genitori, per fuggire, si trovano costretti a lasciare momentaneamente Micol a scuola dalle suore dove, unica ebrea, frequentava regolarmente gli studi anche se senza eccellere nel profitto, né ricordare mai quello che insegnavano."

Anatomia di una depressione

Andrea Pomella, L'uomo che trema. "Abbiamo preso dimora nella testa e nel cuore di un essere umano che prova a capire come si sente e soprattutto perché si sente nel modo che noi definiamo depressione. Mentre egli prova a descrivere e a spiegare il suo forte disagio psichico e emotivo il lettore può sentire il bisogno di allontanarsi per seguire meglio un racconto in cui fanno da contrappunto vicende di cura - a volte anche di speranza - spesso di delusione e disincanto."

La condizione del disadattato

Tommaso Pincio, Il dono di saper vivere. "Le vicende del Caravaggio allora procedono in totale autonomia dal suo autore. E il libro costringe il lettore ad un’altra virata, dal diario di vita quasi si passa al saggio. Entrano in scena fino alla ribalta i personaggi che si muovevano intorno al grande artista. Quelli che ne scrissero la biografia, tra cui Giovanni Baglione e quel famoso Berenson, vero maestro nell’arte di saper vivere..."

Esorcizzare gli spettri del passato

Nadia Terranova, Addio fantasmi. "In quest’ultimo libro invece la materia è incandescente di per sé, non la si può imprigionare in una fredda detenzione. Va affrontata in tutta la sua forza dolorosa e in tutta la sua violenza. Ne Gli anni al contrario lo sguardo (della bambina) è rivolto verso il padre e verso il mondo circostante; ma in questo secondo libro la sfida è quella d rivolgere lo sguardo verso di sé. E, come un guanto, lo stile letterario aderisce agli eventi emotivi tra simboli, letteratura, incubi e sogni."