7 Luglio, 2020

Marco Petrelli

21 ARTICOLI

Racconta con rabbia

Dorothy Allison, La bastarda della Carolina - Succede che, verso la fine dello scorso millennio, Dorothy Allison esordisca con un romanzo semi-autobiografico con un titolo potente: Bastard out of Carolina, cioè La bastarda della Carolina. Succede che il libro, la tenera e disperata di Bone, figlia non riconosciuta dal padre fuggiasco, diventi un successo di critica e di pubblico (su The New York Times Book Review George Garrett la definì «vicina alla perfezione»).

L’immonda vastità

Howard Phillips Lovecraft, si sa, gode di una fama postuma che farebbe invidia a uno degli evangelisti. Una sorta d’iperbolica legge del contrappasso al rovescio lo ha reso, dopo la relativa oscurità e le innegabili ristrettezze patite in vita, probabilmente lo scrittore dell’orrore (in patria lo definirebbero, più accuratamente, weird) più influente del secolo scorso.

Lettere, ma tutt’altro che morte

Edgar Allan Poe, Lettere. "L’intelligenza e la cultura eclettiche di Poe strabordano da questo tomo, accompagnandosi alle più prosaiche angosce di un individuo estremamente sensibile costretto a una vita difficile. Attenzione, però, perché Poe era anche un colossale bugiardo, patologicamente teso alla menzogna, all’elisione, all’iperbole."

Esordio di un classico

William Faulkner, New Orleans Sketches. "Gli Sketches sono un’ottima introduzione alla narrativa di Faulkner, qui non ancora complessa e involuta come nelle opere più mature. Ne 'Il regno di Dio', un Benjy Compson prototipico fa saltare un colpo maldestro disperandosi per il suo giglio spezzato, in 'Yo Ho e due bottiglie di Rum' le avventure farsesche di una nave di ubriaconi prendono un’inaspettata svolta macabra quando l’equipaggio è costretto a dare sepoltura al corpo di uno dei marinai sotto il sole spietato dei Caraibi."

Maledetti Appalachi…

Brian Panowitch, Bull Mountain. "Panowich ha studiato la tradizione letteraria del Sud americano con attenzione, e si vede. La montagna immaginaria che dà il nome al romanzo è parte della catena degli Appalachi, un territorio che, come ha scritto Henry D. Shapiro in Appalachia on Our Mind, ha sempre avuto i contorni di una terra incognita per gli Stati Uniti."

Lo scialbo Midwest

Tom Drury, La fine dei vandalismi. "Leggendo Drury, ci si trova spesso a domandarsi se valga in effetti la pena di assistere al relativo piattume di queste vite, ma la delicatezza con la quale l’autore tratteggia i contorni umani della sua contea, la spontaneità delle azioni e delle reazioni di Dan, Louise e Tiny, sono di per sé una dichiarazione di poetica: lo scialbore inevitabile delle pianure metafisiche del Midwest è alla fine riscattato da uno stile brillante, tragicomico, profondamente umano, quasi filantropico."

American Bardo Thodol

George Saunders, Lincoln nel Bardo. "In questo senso, Lincoln nel Bardo si legge come uno sguardo retrospettivo e malinconico all’universalismo e al multiculturalismo originari americani, una chiamata all’unità e all’umana compassione."

Un’ora non proprio felice

, Happy hour. " conosce bene la sua terra, il poverissimo e disgraziato Mississippi che fu di Faulkner ed prima di lei; e, dalle interviste rilasciate, si intuisce la ferma volontà di iscriversi all’interno di questa tradizione regionalista, aggiornata per includere shopping malls, Facebook e Instagram."

Eredi Poe

Thomas Ligotti, Nottuario. "La vera notte, secondo Ligotti, è da identificarsi con l’assoluta insensatezza della vita e la certezza della morte, che è vissuta e narrata con una cupezza quasi insostenibile. Lovecraft aveva posto a demiurgo dell’universo una divinità cieca e idiota, il cui risveglio coinciderebbe con la fine di tutte le cose, essendo il “reale” solo il lungo sogno delirante di quest’essere abominevole."

Da Cave all’eternità

Reinhard Kleist, Nick Cave. "Con la severità di un’acquaforte e la cupa violenza iconoclasta e rumoristica della new wave, il fumettista tedesco crea una graphic novel d’eccezione, dando forma allo stile biblico-apocalittico del musicista. Com’è per i concerti dei Bad Seeds, la sovrapposizione tra arte e vita è pressoché perfetta, e consegna un prodotto crudo, intenso, toccante."