12 Luglio, 2020

Roberto Derobertis

29 ARTICOLI

La sintassi profonda dell’umano

Quante sono le lingue del mondo e quante possono,...

Senza scampo? Il sé come materia prima nella Rete che imbriglia il mondo

Siamo abituati a pensare all'intelligenza artificiale come a una...

Non bevete questo sangue

In Robespierre, brano di grande successo nella scena indipendente...

Il racconto nello sguardo del viandante

Da dove vengono i racconti? Dai sogni? Dai viaggi?...

Quotidianità angoscianti

La storia del genere fantastico – piuttosto difficile da...

La potenza liberatoria della falsificazione. Il Consiglio d’Egitto di Leonardo Sciascia

L'apparato allegorico del romanzo si presenta oggi ancora più potente, forse più di quanto non lo fosse cinquantasei anni fa. Una nave sbarcata sulle coste siciliane e i rapporti tra Europa e mondo arabo e islamico, per esempio, tematizzano la posizione dell'Italia nel Mediterraneo e ne mostrano la Sicilia come suo avamposto, ricordandoci che al tempo del Consiglio d'Egitto l'arabo tornava in Sicilia, dove era stata una lingua dominante e che i rapporti tra costa nordafricana, penisola italiana e Malta sono rapporti secolari e non certamente rapporti emergenziali dettati dall'agenda delle migrazioni di oggi.

È fatto giorno (1954) di Rocco Scotellaro

Nel 1954, Mondadori manda in stampa, nella prestigiosa collana poetica dello Specchio – che ospita, tra gli altri, Ungaretti, Saba, Quasimodo e Zanzotto – È fatto giorno del poeta lucano Rocco Scotellaro. È la sua prima raccolta di versi. L'autore è morto da pochi mesi, giovane e dopo una vita piena: è stato militante socialista e sindaco di Tricarico – piccola cittadina in provincia di Matera con un centro storico arabo noto come Rabatana –, poeta, saggista e autore di inchieste sociali sul Mezzogiorno.