1 Dicembre, 2021

Umberto Rossi

65 ARTICOLI

Roggeri sceglie Brontë

Vanessa Roggeri propone alcuni paragrafi di Villette, pubblicato da Charlotte Brönte nel 1853. Pubblicato in Italia nel 1960, vanta diverse edizioni con titoli molto diversi: Collegio femminile, L'angelo della tempesta, Miss Lucy. Gli estratti qui presentati sono stat tradotti da Simone Caltabellotta.

Amnesia Moon, di Jonathan Lethem

Amnesia Moon, se possibile, è ancor più radicale di “Cinque scopate”: in questo romanzo tutti soffrono di amnesia, tranne (forse) un motociclista di nome Fault, del quale però non c'è da fidarsi più di tanto (lo dice il suo cognome, che in inglese significa “difetto, sbaglio, colpa”). A partire dal protagonista, Chaos, tutti i personaggi di Amnesia Moon hanno scordato chi erano e com'era il mondo prima di una misteriosa catastrofe che ha scombussolato tutto; misteriosa appunto perché nessuno ricorda bene in cosa sia consistita e cosa l'abbia provocata.

El cantor de tango

Muñoz & Sampayo, Carlos Gardel. "Sur ripropone un (consentitemelo) meraviglioso fumetto di due grandi dell'arte sequenziale, uno residente da anni e anni in Italia (Muñoz), l'altro invece nella natia Argentina (Sampayo), già uscito nel 2010 per Nuages. Che disegnatore e sceneggiatore del volume siano due grandi lo attesta il fatto (tanto per dirne una) che la loro serie hard-boiled Alack Sinner è tra le ispirazioni riconosciute di Sin City, di Frank Miller (non stupisce più di tanto nella misura in cui Miller ha reso omaggio a Hugo Pratt ne Il ritorno del cavaliere oscuro, e Muñoz considera il creatore di Corto Maltese come suo maestro; quella del fumetto è un po' una grande famiglia)."

Vite brevi, vite americane

Ho voluto accoppiare questi due fumetti perché appartengono entrambi a un genere che ultimamente sta letteralmente dilagando, quello delle biografie narrate con parole e immagini sequenziali; basti pensare alle numerose proposte della casa editrice Becco Giallo per rendersi conto di quanto spesso la vita di personaggi famosi per le ragioni più disparate venga inquadrata in vignette e raccontata in didascalie.

Grottesco distopico

Angelo Calvisi, Genesi 3.0. "Una cosa va detta della casa editrice Neo, che ha sede a Castel di Sangro (AQ), ben distante dai tradizionali centri dell’industria editoriale: il coraggio non gli manca. Ci vuole coraggio, e non poco, per pubblicare un libro decisamente fuori dagli schemi come questo. Un tempo si sarebbe parlato di avanguardia, o di sperimentazione; io tenderei a usare un termine piuttosto scivoloso come slipstream, per indicare un’esperienza di scrittura come questa, al confine tra distopia, satira, surrealismo, con una piega forsennatamente grottesca e deformante."

Senza Elvis

Steve Erickson, Shadowbahn. "La voce della Wikipedia in inglese definisce Erickson come writer's writer. È una via di mezzo tra un privilegio e una maledizione, essere uno scrittore da scrittori, o uno scrittore degli scrittori; vuol dire che sei immensamente amato dai tuoi colleghi, ma non necessariamente apprezzato e conosciuto dai lettori. In compenso lo scrittore da scrittori è oggetto di culto, e può vantare prestigiosi ammiratori: nel caso di Erickson, le lodi sono arrivate da Thomas Pynchon [...]; ma a questi apprezzamenti vanno aggiunti [...] quelli di Haruki Murakami, Neil Gaiman, David Foster Wallace, Richard Powers, Jonathan Lethem, Kathy Acker, William Gobson e pure Mark Z. Danielewski, quello di Casa di foglie. Non mi pare poco."

Steve Erickson: Donne (e sogni) di Los Angeles

A rischio di cadere nel banale voglio partire da una constatazione che forse avete già sentito fare: l’America è la terra dei sogni. Se questo è vero, e penso proprio che lo sia, Steve Erickson (che quest’anno va per la sessantina) è uno degli scrittori più americani che abbia mai letto.

Il Minotauro che cadde sulla Terra

Bisogna ammettere una cosa: ultimamente il mito sembra aver...

Leonard dall’ovest al giallo

Giulio Segato, Una commedia americana. "Il saggio ripercorre l'evoluzione dello scrittore fin dagli esordi, legati al genere più americano che esista, quello ambientato nello spazio geografico e mentale della frontiera, il selvaggio west che Leonard frequenta a partire da quello che probabilmente è il suo primissimo racconto, «The Trail of the Apache», uscito su Argosy nel 1951. Segato segue poi con grande attenzione il passaggio dal western alle ambientazioni metropolitane del giallo, che avviene alla fine degli anni Sessanta."

Nella nuvola: ancora notizie da Più Libri Più Liberi

Ancora un reportage da Più Libri Più Liberi: un vagabondaggio tra uno stand e l'altro, tra una presentazione e l'altra, in cerca delle novità e con qualche incontro inaspettato.