29 Marzo, 2020

Willer Montefusco

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Dal nostro archivio

Parigi val bene un racconto

Racconti parigini, a c. di Corrado Augias "Parigi, da una città più che mai immaginata nei libri, come scriveva Calvino, a una città dai mille viaggi, ancora una volta ci troviamo a passeggiare nella grande vistosità di Parigi, femmina formosa, segreta e scapestrata

Una storia del grande Nord

Dino Battaglia, L'uomo del New England. "Ne esce fuori, senza neanche gran panorami e vedute pittoresche, l'anima oscura di una terra dove si uccide senza fare tante domande, dove la morte è perennemente in agguato, e dove si gioca una partita molto più grande di quel che sembra; come spiega l'introduzione di Hugo Pratt, riportata in appendice al volume, il raid di Rogers è un piccolo episodio della Guerra dei Sette Anni..."

L’orrore e la finzione

Simon Levis Sullam (a c. di), 1938: Storia, racconto, memoria. "Lo storico curatore dell’antologia, Simon Levis Sullam, in una breve ma densa Introduzione pone le basi scientifiche di questo testo pioneristico: dato il superamento per vincoli anagrafici dell’“era del testimone” con conseguente avvio dell’era della postmemoria anche per la Shoah, si aprono territori tutti da esplorare all’insegna del “testimone secondario”. Con questa formula gli Holocaust Studies indicano i testimoni indiretti dello sterminio, scampati alle persecuzioni e sempre più distanti da esse, portatori però di narrazioni efficaci e attendibili tanto quelle dei testimoni. Si aprono quindi i variegati territori della narrazione, che la letteratura italiana ha esplorato già da subito con Debenedetti, Saba, Bassani, Levi."

Le visioni del giovane Paris

Renzo Paris, Sessantotto visionario. "Tutto finisce il giorno in cui il neolaureato Renzo riceve una lettera che lo comanda in provincia di Treviso a insegnare italiano in una scuola media veneta. Allora capisci che Sessantotto visionario è il prequel di Cani sciolti, il suo primo romanzo." Era prevedibile: il cinquantenario del Sessantotto è tutta una celebrazione. Già nel 1988 c'era Mario Capanna a spiegare a noi giovani quanto fossero straordinari quegli anni.

Marcella e gli “altri”

Marcella Di Folco, e poi Federico Fellini, Cinecittà, vite di scrittori, registi, viveur romani, politici e paparazzi nel folto della “strana” Italia del dopoguerra...

Speciale Stranimondi