27 Ottobre, 2021

Charlie Jonas / Cuore di cannella e meta-cucina letteraria

Charlie Jonas, Pausa caffè con gatti, tr. Paola Rumi, Garzanti, pp. 266, euro 16,00 stampa, euro 9,99 epub

“Quanti anni ha?” Il medico aveva gettato un’occhiata al computer.
“Settantatré? Be’, allora ha tutta la vita davanti”.

Si può dire che cominci tutto da qui: il momento in cui la signora Susann Siebenschön di fronte all’urgenza di un intervento per un’anca nuova “fu presa dal desiderio di andarsene. Non nel senso di ritirarsi ma nel senso di andare via. Andare ancora una volta a Ischia”.

Un unico ostacolo fra lei e la sua isola del cuore, quella in cui aveva perso il povero amato marito Bertold cinque anni prima: Mimi, una gatta dal pelo bianco che le faceva compagnia da un anno. A chi lasciarla? Da qui un’intricata rete di relazioni umane e feline che daranno sviluppo alla vicenda. Parte integrante della storia, infatti, si snoda attorno a lei, la vera regina dell’intera esperienza sinestetica con cui si configura Pausa Caffè con gatti.

Charlie Jonas, pseudonimo di una famosa giornalista tedesca (amante dei gatti), offre una lettura leggera e piacevolissima, un libro che restituisce speranza a tutti con il sottovalutato potere terapeutico del lieto fine. Spesso se ne ha molto più bisogno di quanto non si creda. Nell’evolversi della vicenda tutto riconduce a una dimensione intima di calore umano e d’amore per la bellezza, soprattutto delle piccole cose.

Si comincia con le atmosfere pacate e magnifiche della romantica vacanza della signora Susann Siebenschön a Ischia, con gli scenari da cartolina di Procida, Positano e Amalfi, e si prosegue con la passione e di come sia sempre infallibile chiave di successo. È così che Maxie Sommer, una delle tante protagoniste entrate a contatto con Mimi, si ritrova a gestire il Fräulein Paula, presto famoso come l’unico “Cat Cafè” di Colonia e che assumerà un ruolo assolutamente centrale nella storia.

Nato per caso, da una gravidanza inaspettata di Mimi, finirà per attirare il Kölner Stadt-Anzeiger, uno dei quotidiani più noti, il cui direttore Burger impone al suo giornalista migliore, Henry Brenner, un’intervista alla titolare. Sarà un incontro sorprendente che permetterà a quest’ultimo di ritrovare le gustose “girelle” di sua nonna, e di sciogliere il proprio cuore nella cannella.

Duunque si tratta di un libro di cucina? Non si è parlato forse di ricette? No e sì, o meglio, sì e no. Pausa caffè con gatti è un libro anche di cucina: “arte sinestetica il cui messaggio passa attraverso sapori, profumi, sensazioni tattili, sensazioni visive e, in una certa misura, anche suoni”, secondo Wikipedia, ma non solo… è soprattutto un libro d’amore, quello che si mette nella preparazione di qualcosa destinato a qualcun altro, perché possa recargli piacere e conforto. È un calore che raggiunge il lettore e gli fa desiderare di entrare nel Fräulein Paula, “Cat Book Cafè” molto speciale, luogo intimo dove prendersi una dolce pausa dalla propria quotidianità, lasciandosi viziare dal gusto.

Grandi protagonisti della storia sono i gatti, descritti meticolosamente in ogni loro comportamento, come in una voce enciclopedica, quasi un compendio filosofico di fisiognomica felina. Osservati dall’autrice nella loro ambivalente natura di selvatici felini addomesticati o da addomesticare, non sempre e necessariamente adorabili (come rivela la visione di Leonie, prima affidataria infedele di Mimi); ora docili e mansueti, ora volubili e dispettosi, vanitosi ed egocentrici. Pur sempre, però, carismatici. “La circostanza che dal “Book Cafè” sia nato un “Cat Cafè è dovuta semplicemente al caso, più precisamente a un gatto sconosciuto con cui Mimi si è intrattenuta in una notte di luna piena”.

Del Fräulein Paula al lettore resta il quaderno blu delle ricette dei dolci più gustosi: “dolce marmorizzato con il burro buono; torta di mele affondate con le noci; torta di susine mirabelle con crema alla vaniglia; torta all’uva spina meringata; dolce al limone con lo zafferano; girelle alla cannella con l’uvetta”. L’acquolina in bocca impone e sottomette il desiderio di sperimentazione dolciaria, facendolo suo schiavo. Solo così, Charlie Jonas esce dal romanzo e continua ancora per un po’a restare nella gola del lettore con le leccornie della sua eroina Maxie Sommer. Una meta-cucina letteraria, romantica esperienza sensoriale.