Che cos’è il Solarpunk: immaginare un futuro dopo l’Antropocene

Solar come l'energia rinnovabile, punk come rifiuto della distopia ecologica e sociale: Il termine Solarpunk indica sia una tendenza della Sf diffusa in tutto il mondo sia una forma di pensiero e di attivismo che vede in Kim Stanley Robinson un precursore. E il movimento è ben presente anche nella penisola, come racconta la redazione di Solarpunk Italia

Ci siamo occupati spesso su Pulp Libri di Solarpunk, movimento culturale e artistico che secondo la definizione di Wikipedia italiano “ promuove una visione progressista del futuro, con una particolare attenzione verso le energie rinnovabili e le nuove tecnologie sostenibili”. Ma cos’è il Solarpunk come genere letterario e che contributo può dare alla letteratura? Lo abbiamo chiesto alla redazione di Solarpunk Italia ( Giulia Abbate,  Romina Braggion, Franco Ricciardiello, Silvia Treves) che ce lo spiegano attraverso questo intervento collettivo.


 Cos’è il Solarpunk? 

Il Solarpunk è un’entità variegata: un movimento di pensiero, una forma di attivismo, un’estetica, una narrativa speculativa. Nato intorno al 2008, si è sviluppato su  internet e nella pratica, frutto di comunità differenti e resistenti: attivisti ecologisti, coltivatori, persone impegnate sul fronte di una società più giusta, artisti e narratori.

I due termini, Solar e Punk, incarnano bene lo spirito di questo movimento:

  • Solar evoca la fonte primaria di energia della Terra, la necessità di passare a forme di energia rinnovabili e pulite e di adottare un modello di vita sostenibile.
  • Punk si rifà NON ad altri generi narrativi ma alla pratica di una lotta pacifica e al rifiuto del modello di sviluppo capitalista che, insostenibile e predatorio, è responsabile della catastrofe climatica e delle ingiustizie socioeconomiche di cui è vittima la maggioranza degli umani.

Il Solarpunk esprime una visione politica complessa e aperta, ma chiara: contro il capitalismo, il razzismo, il patriarcato e ogni discriminazione di genere, a favore di un progresso inclusivo, femminista, ecologista, organicista, antispecista. E persegue un ripensamento radicale del rapporto fra umani e natura. Nelle forme variegate che lo contraddistinguono, il movimento di pensiero solarpunk vuole rispondere a questa domanda: “che aspetto ha una civiltà sostenibile e come possiamo arrivarci?”

La risposta non è un punto di arrivo (l’Utopia), ma un percorso di scoperte, confronti, conflitti e inevitabili errori, come la vita reale. E di questo percorso i/le solarpunk non sono osservatori ma parte integrante e quotidiana. Tutto ciò è evidente nelle varie comunità solarpunk, nei siti che ne riflettono il dibattito, nella narrativa speculativa e nell’interesse espresso verso una pianificazione solidale del territorio urbano. Essere ottimistǝ, quindi, non significa guardare il mondo con lenti rosa, ma sperare di costruire un mondo migliore. L’utopia solarpunk non è la rincorsa di una meta irraggiungibile, vuole invece entrare nel presente e spargere semi di speranza.

Kim Stanley Robinson

Questi semi esistono già oggi: attività collettive e solidali, lotte dal basso per ottenere l’equità, condivisione dei saperi e scambio di conoscenze pratiche per sostituire la logica del consumismo con quella del riciclo e della riparazione. Il mondo ha bisogno di attivismo politico, perché se i rapporti di produzione restano gli stessi, le nuove infrastrutture energetiche saranno soltanto un altro business. Ecco perché il Solarpunk studia il futuro dietro l’angolo e, affrontando problemi ambientali, urbanistici, tecnologici, prende inevitabilmente posizione su questioni sociali ed economiche.

La narrativa solarpunk, anche a partire dai semi che già esistono, suggerisce soluzioni di notevole interesse sia dal punto di vista tecnologico che sociale. Ma può fare di più. L’attuale cultura popolare, rassegnata al pensiero distopico più banale, non riesce ad affrontare la crisi del presente. La narrativa e l’arte solarpunk possono invece regalare nuovi orizzonti, storie emozionanti e coinvolgenti che ci facciano sognare futuri migliori.

Il Solarpunk come tendenza letteraia

Diverse opere hanno anticipato le tematiche solarpunk, a partire almeno da Ecotopia (1975), di Ernest Callenbach, ambientato in una nazione che ha abbandonato il capitalismo per l’ecosostenibilità, e I reietti dell’altro pianeta (1974) di Ursula Le Guin, in cui la società ha cancellato ogni segno di disuguaglianza tra individui. È solo da meno di dieci anni, tuttavia, che possiamo riconoscere in opere di narrativa caratteri esplicitamente solarpunk.

Il panorama internazionale della letteratura solarpunk è in continuo fermento.
La prima volta che si riscontra un uso del termine “solarpunk” nell’editoria è nel 2012, con un’antologia di autorǝ brasilianǝ sottotitolata Storie di ecologia fantastica in un mondo sostenibile, a cura di Gerson Lodi-Ribeiro (pubblicata poi in Italia da Le Mezzelane nel 2021, con il titolo Solarpunk), a testimoniare le origini non anglosassoni del genere letterario, che vanta radici anche nell’afrofuturismo. Questa pratica di antologie di autorǝ diversǝ, che si impegnano su un tema comune, è portata avanti dalla casa editrice americana World Weaver Press di Sarena Ulibarri, nome di punta del panorama solarpunk negli USA.

Tuttavia, in relazione diretta al genere, il primo nome di scrittore che viene in mente è l’americano Kim Stanley Robinson, che si definisce socialdemocratico e che scrive storie sul confronto tra esperienze di anarco-socialismo egualitario e un capitalismo trincerato in una sorta di “fascismo fossile”. Il suo più recente romanzo, The Ministry for the Future (2020, inedito in Italia), racconta la transizione del pianeta verso un’economia della sostenibilità, che mette in conto uno scontro durissimo con i dinosauri dello sfruttamento di combustibili fossili — non solo le multinazionali del petrolio ma anche intere nazioni. The Ministry for the Future contiene una quantità di idee su come potrebbe essere una rivoluzione in direzione sostenibile, attesa nel tempo che rimane prima che diventi inevitabile il disastro globale: l’operazione non sarà per nulla indolore, dal momento che malgrado ogni ragionevolezza ci saranno fortissime resistenze da parte di chi preferisce un vantaggio personale immediato.

Cory Doctorow

Altra opera citata come esempio contemporaneo di Solarpunk è Walkaway (2017, inedito in Italia) del canadese Cory Doctorow, autore di recente ripreso da Mondadori. La trama di Walkaway sembra giustificare il celebre aforisma di Fredric Jameson, È più facile immaginare la fine del mondo che la fine del capitalismo”. Protagonisti sono alcuni giovani canadesi che nel futuro prossimo abbandonano la vita urbana per costruire comunità alternative che non sono basate su un’economia di sussistenza, ma su capacità hi-tech radicali, condivise in open-source. La filosofia dei fuoriusciti riecheggia da vicino il marxiano “Da ognuno secondo le sue capacità, a ognuno secondo i suoi bisogni”, perché a p. 208 si legge: “Il Walkaway si basa sull’idea che chiunque dovrebbe essere in grado di contribuire con il suo lavoro e ottenere tutto ciò di cui ha bisogno per vivere bene, letto e un tetto e cibo, e degli extra per chi non può fare altrettanto.”

Il Solarpunk in Italia 

L’Italia è tra i paesi in cui il Solarpunk ha trovato il terreno più fertile; diverse esperienze e pratiche coesistono oggi per adattare alla nostra realtà il carattere di un movimento internazionale. Il Solarpunk italiano, inteso come attivismo e non solo come letteratura, scritto o praticato da autorǝ italianǝ, si afferma la prima volta nel 2011 con il Commando Jugendstil, collettivo la cui fonte di ispirazione sono movimenti artistici legati come Arts and Crafts e Art Nouveau, non solo dal punto di vista estetico, ma anche da quello filosofico. Le persone del Commando si occupano di ricerca in progetti di generazione energetica sostenibile, letteratura e grafica solarpunk e molto altro.

Riferimento attuale del movimento solarpunk letterario italiano è il sito Solarpunk Italia, fondato da quattro amicǝ scrittorǝ a cui si sono aggiunti tre collaboratori. Obiettivo principale del sito è occuparsi di Solarpunk a 360° e di fornire aglǝ interessatǝ, all’attivismo e alla cultura solarpunk, spunti e riflessioni per una pratica quotidiana consapevole. Il manifesto del sito cita: “il Solarpunk immagina un futuro migliore, coltiva la speranza, pratica la rivolta, rigetta il capitalismo, include umanǝ e non-umanǝ.”

Francesco Verso

La prima opera letteraria solarpunk italiana è firmata da Francesco Verso, con il romanzo in due volumi I Camminatori (2018 e 2019). L’idea fondante è la creazione dei naniti, microscopici motori capaci di assemblare molecole e comporre materia, in grado di modificare la concezione classica della nutrizione umana, affrancando la società dal suo bisogno primario e consentendo la nascita di una cultura nuova.

Nel febbraio 2020 esce nella collana Futuro Presente (ed. Delos Digital) il primo racconto italiano di dichiarata ispirazione solarpunk: La Compagnia Perfetta di Romina Braggion, ambientato nella Val d’Ossola, al confine con il Passo del Sempione e la Svizzera. La caratteristica che lo inserisce nell’ambito Solarpunk è la narrazione di un mondo post-crisi, in cui la coesione deglǝ abitantǝ di una piccola comunità montana è il motore sociale per superare una forte decrescita demografica, con tutte le problematiche derivate.

È della fine del 2020 la prima antologia solarpunk tutta di autorǝ italianǝ: Assalto al sole, curata da Franco Ricciardiello e pubblicata da Delos Digital. L’approccio di autrici e autori si è dimostrato inconsueto, pionieristico, a tratti contraddittorio, così da rendere l’antologia una buona base di partenza per scritture solari e una pietra miliare nella proposta letteraria solarpunk. Nel solco tracciato dall’antologia, Franco Ricciardiello si occupa ora della collana Atlantis, narrativa speculativa di genere solarpunk, nella quale sono usciti sinora nove racconti lunghi/romanzi brevi che esplorano diverse tematiche di riflessione sul futuro dell’inviduo, della società, del pianeta e della nostra specie in rapporto alle altre creature. La caratteristica generale è una maggiore consapevolezza deglǝ autorǝ alle prese con narrazioni contrassegnate da suggestioni costruttive e propositive tipiche del Solarpunk, opposte alle agli scenari neo-distopici.

Lorenzo Ghetti, In alto abbastanza (Coconino Press)

Il Solarpunk, e la sua spinta utopica verso la narrazione di un futuro non catastrofico, sta forse seminando opere fuori dalla ristretta cerchia deǝ fans di SF. La graphic novel In alto abbastanza di Lorenzo Ghetti (ed. Coconino Press) affronta in modo originale le questioni dell’adolescenza e, al tempo stesso, alcuni temi attuali, dalla crisi ecologica alla ricerca di un modello di società sostenibile, fino alla “corsa allo spazio” delle nuove élite. La storia è centrata in modo quasi esclusivo suǝ personaggǝ e le loro vicende, mentre l’ambientazione utopica e fantascientifica restano nello sfondo. Tuttavia, nell’opera si avverte chiara la necessità di utilizzare i meccanismi della letteratura speculativa per offrire, a una fascia di lettori dai 14 ai 18 anni circa, intrattenimento, di sicuro, ma soprattutto speranza nel futuro: in sintesi, ciò che si prefigge il Solarpunk.

Un immaginario in movimento

Il Solarpunk è oggi in piena espansione, anche in Italia: cerca proseliti, diffonde idee, costruisce narrazioni. Cosa c’è da aspettarsi per il futuro? Come può un genere letterario influire sullo stato delle cose?

Assalto al sole. La prima antologia solarpunk di autori italiani

Il mainstream si è dimostrato interessato e ricettivo alla novità: del Solarpunk e dell’antologia ha parlato Robinson, l’inserto di La Repubblica. Il magazine tv Wonderland di Rai4 ha intervistato Franco Ricciardiello per uno speciale andato in onda a giugno 2021. La Regione Lazio attraverso il progetto LazioInnova ha invitato Solarpunk Italia a unirsi al progetto Re-Generation, con il quale una serie di realtà e aziende impegnate nella “rigenerazione” ecologica e sostenibile hanno potuto restituire il loro lavoro a nutrite platee di persone. Di Solarpunk hanno parlato anche la rivista anarchica storica Umanità Nova, e le riviste divulgative Le Scienze, Rivista studio, Quaderni d’altri tempi; è in essere una collaborazione con la rivista Radar che darà i suoi frutti nel 2022. 

Il portale Solarpunk Italia (solarpunk.it) è stato aperto a metà gennaio 2021, e ha richiamato da subito molto interesse, parallelamente all’antologia Assalto al sole. Nell’ambiente letterario e fantascientifico, abbiamo potuto contare su grande sostegno e interesse, e condurre panel alle principali convention del settore: alla fiera milanese del libro fantastico Stranimondi, in primis, che ci ha lasciato spazio nell’edizione online 2020 e in quella in presenza del 2021. Alla nuova ma già importante Loving the Alien Fest del Museo della Fantascienza di Torino, il MuFant, con il quale sono in essere anche progetti per il 2022. La più importante rivista di fantascienza italiana, Robot, ha impostato un vero e proprio percorso concettuale, con uno spazio periodico sui vari aspetti del Solarpunk.

Anche le realtà, letterarie e non, sensibili e impegnate nell’ecologismo hanno coinvolto Solarpunk Italia con interviste e articoli: tra le altre, Vegolosi MAG, rivista mensile dedicata all’alimentazione vegana e vegetariana. Il portale Solarpunk Anarchist ci ha concesso la pubblicazione di un suo articolo con nostra traduzione. Grazie all’organizzazione del Circolo La Scighera di Milano, a novembre 2021 abbiamo potuto dialogare con gli attivisti milanesi di Extinction Rebellion a proposito di attivismo e lotta ambientalista. Letteratura a parte, il Solarpunk è alla base dell’attività del Commando Jugendstil, che si definisce “progetto di comunicazione”, e che ha iniziato la propria attività dieci anni fa, usando la tecnologia del fotovoltaico organico per produrre poster giganti in grado di generare energia elettrica, su muri vuoti delle città. La parola Commando identifica la natura del progetto di communication guerrilla, mentre Jugendstil sottolinea le connessioni con la filosofia e lo stile Art Nouveau: costruire una nuova immagine della città attraverso la pratica solarpunk.

Commando Jugendstil

Se la realtà è una costruzione anche mentale e concettuale, strutturata dal linguaggio e influenzata dall’immaginario, possiamo dire che nel 2021 abbiamo dato un contributo alla rigenerazione di questo immaginario e all’immissione nel linguaggio di una nuova forma letteraria e artistica, che abbiamo intenzione di sviluppare nel 2022. Sul portale abbiamo dedicato a nostra volta spazio ad altre realtà e attività: intervistando scienziatə come Luca Mercalli, Alessandra Viola e Michela Leonardi, e concentrandoci su filoni tematici come anarchismo, sciamanesimo e tecnologia nativa, utopia e conflitto nella letteratura. Un percorso alla ricerca di film con contenuti affini al solarpunk è portato avanti da Riccardo Muzi, mentre Marco Melis consiglia letture incentrate sulla biologia, la biodiversità, gli studi naturalistici, etc. Antonio Ippolito traduce in inglese i contenuti più interessanti, decisi collegialmente, per un dialogo anche con il Solarpunk internazionale.

I progetti in essere proseguono, le pubblicazioni della collana Atlantis sono programmate per i mesi a venire, i filoni di indagine sono aperti, le collaborazioni solide… nuove idee sono in elaborazione, per continuare su questa strada. 

Per citare, rivisitandolo, un detto latino, potremmo dire: mala tempora currunt, sed meliora paramus. Siamo in brutti tempi, ma ne prepariamo di migliori: attraverso la divulgazione, il dialogo, la creazione di comunità e legami, la discussione, lo sviluppo di immaginari, idee e possibilità diverse. Nulla può essere creato se non viene prima immaginato, la volontà è altrettanto importante: con volontà e immaginazione vogliamo aprire strade per futuri migliori, e ci accorgiamo che, così facendo, anche il presente ci diviene più felice. 

Aspettiamo chiunque voglia unirsi a noi con il suo contributo!

Bibliografia di base del genere Solarpunk

  • Ernest Callenbach, Ecotopia (Ecotopia, 1975), traduzione di Francesco Brunelli, ed. Mazzotta 1979
  • Gerson Lodi-Ribeiro (a cura di). Solarpunk. Storie di ecologia fantastica in un mondo sostenibile (Solarpunk, Histórias ecológicas e fantásticas un um mundo sustentável, 2012), traduzione di Maria Grazia Beltrami, Le Mezzelane 2021
  • Kim Stanley Robinson, New York 2140 (New York 2140, 2017) traduzione di Annarita Guarnieri, Fanucci 2017
  • Francesco Verso, I camminatori. Vol 1 I Pulldogs (2018), Vol. 2 No/mad/land (2019), Future Fiction
    • AA.VV., Solarpunk. Come ho imparato a amare il futuro, Future Fiction 2019
    • Romina Braggion, La compagnia perfetta, Delos Digital 2020
  • Franco Ricciardiello (a cura di) Assalto al sole. La prima antologia solarpunk di autori italiani, Delos Digital 2020
  • Cory Doctorow, Radicalized. Quattro storie del futuro, traduzione di Dafne Calgaro, Modnadori 2021
  • Franco Ricciardiello (a cura di), i dieci ebook della collana Atlantis, Delos Digital