Deet / Fatato non troppo

Deet, Vertice estremo, Edizioni BD, pp. 140, 16,6x24 cm, euro 16,00 stampa, euro 8,00 epub

T

utto comincia nella versione distorta di un mondo di fiaba. Una terra dove fatti di natura magica hanno luogo, ma al tempo stesso ogni risorsa è prosciugata dai malvagi governanti che vivono nella Torre e controllano ogni cosa drenando le energie della natura a discapito di chi vive all’esterno, che vive alla giornata una vita invero piuttosto grama. Un mondo non dissimile dal nostro per più di un verso. Striscia tuttavia il serpente del tradimento fra chi abita al Torre, e qualcuno manda una lettera a un sicario per ingaggiarlo al fine di eliminare il sovrano. Peccato che la missiva capiti nelle mani di una piccola, ingenua fragola che non sa leggere e che per questo si affida a un’anziana per decifrare il contenuto del messaggio, senza sapere che l’anziana non è messa poi tanto meglio di lui. Ne scaturisce l’innesco con cui la fragolina accenderà la rivolta che porterà alla ribellione contro i privilegiati che prosciugano il mondo con la loro avidità.

Vertice Estremo, realizzato da Deet, è un’opera giovane nella migliore e meno retorica delle accezioni. Sì, perché questo fumetto che tanto assomiglia a un libro per bambini, e che ne ha tutta la profondità perché la letteratura per l’infanzia quand’è fatta come si deve è tutt’altro che banale, ha una carica sovversiva che magari di primo acchito non si vede ma che c’è tutta, basta volerla leggere fra le righe, anzi fra le tavole, ma non è la classica tirata rabbiosa che pur sarebbe del tutto giustificata. Il lavoro di deet appartiene a quelle forme di ribellione pericolose perché intelligenti, e si vede che è intelligente per l’uso pervasivo che fa dell’ironia. L’autore non la utilizza tuttavia per scrivere monologhi brillanti o battute cerebrali, la sua arma è l’estetica tutta di un mondo che sul piano visivo sembra voler portare il lettore da tutt’altra parte, sembra voler essere carino, coccoloso e rassicurante ma dietro a ogni scena nasconde la ribellione, la critica caustica e la voglia di far filosofia con il martello per frantumare un mondo che non va e che catalizza la voglia di cambiamento di quei ragazzi che, a differenza nostra, sembrano avere ancora tutta la voglia di cambiare le cose perché loro non hanno né fallito né sono rimasti inattivi a subire un mondo che cambiava e di cui hanno smarrito le coordinate. Loro non le hanno mai avute, queste coordinate, e per questo nell’incertezza ci sguazzano e i loro punti di riferimento se li costruiscono da soli, come da soli strutturano la loro etica e il loro pensiero politico. Vertice Estremo è questo, è l’espressione di un ragazzo che ha di recente trovato la sua strada, quella del narratore, vuole vivere raccontando storie attraverso le immagini e le storie che racconta vengono dal mondo che ha intorno, con tutte le storture che lui vede benissimo e che intende denunciare senza andar per il sottile.

Funziona? Sì, funziona. Eccome se funziona. Certo, il lavoro di deet non è ecumenico, parla ai ragazzi della sua età ma non è un’impresa apprezzarlo per il lettore che un minimo si sforza di calarsi nel presente, a livello di tematiche ma anche di linguaggio, il che non è un male perché il fumetto non s’è fermato agli anni ’90 e apprezzare un’opera fresca, divertente e comunque tutt’altro che priva di contenuti è sintomo di apertura e non certo di debolezza. Certo, deet non è privo di referenti di livello, uno su tutti Asterix di Goscinny e Uderzo, ma non rinnega di essere cresciuto a Gumball, Adventure Time e Cartoon Network, l’estetica di partenza è quella lì e questo rende Vertice Estremo un lavoro autentico che non si va a cercare a tutti i costi padri nobili per darsi un tono, perché deet è un autore, avendolo conosciuto chi scrive lo può affermare, umile nei modi ma consapevole e sicuro di sé nella sua produzione artistica. Il fumetto, oggi, è questo. Non copia ma integra, non corre dietro alle mode ma parte dal contemporaneo per portare lo stato dell’arte avanti di qualche passo, il gioco più vecchio del mondo in qualsiasi disciplina.