Il rapporto tra adolescenti e adulti, che siano quest’ultimi genitori, insegnanti o semplici conoscenze, condizionano in maniera significativa l’evoluzione di una persona. È di questo che ci parla, principalmente, Fatima Daas, trentenne nata da genitori musulmani osservanti. La protagonista del romanzo, Kayden Abad, cresciuta in una banlieue parigina, Clichy-sous-Bois, in una famiglia poco avvezza a parlare di sessualità, rivendica, fin da piccola, il diritto di esprimere le proprie idee. Ha un grande talento, nello scrivere, che a scuola non passa inosservato. Durante gli studi viene notata da Garance Fontaine, la sua insegnate di Lettere, che la spinge a coltivare la sua dote: le prospetta un’avvenire brillante e la possibilità di ammissione alla facoltà di Scienze Politiche, la più ambita dagli studenti liceali. Ma il gioco si fa fin dall’inizio torbido: sfruttando il fascino del mentore e avviando un’ambigua relazione di seduzione, la professoressa instaura con la ragazza un rapporto contraddittorio, fatto di ammiccamenti e allontanamenti.
La protagonista scopre la sua attrazione per il sesso femminile, il suo interesse sentimentale per Fontaine che, a volte, non sembra insensibile alla sua attenzione. E la storia si complica, Kayden comprende, poco alla volta, come l’amicizia e la solidarietà con i suoi compagni sia una delle poche cose su cui poter fare affidamento, l’unica forma di resistenza contro una società reazionaria e a come gli adulti possano manipolare gli adolescenti: un sistema educativo troppo rigido può calpestare le ambizioni degli adolescenti in maniera determinante. Una critica al modello sociale attuale che sembra premiare un individualismo che è solo uno strumento per dividere e condizionare.
Una scrittura brillante ed evocativa, pungente e profonda che mette in dubbio la meritocrazia come metodo di scelta: chi decide chi è il più meritevole? Tratteggi psicologici dei personaggi precisi e realistici, la ricerca di identità ed emancipazione della protagonista fanno del romanzo un testo attuale e contemporaneo che dà un quadro efficace dei nostri tempi. Dal romanzo precedente dell’autrice La più piccola, è stato tratto un film omonimo, della regista Hafsia Herzi, acclamato al festival di Cannes. Una giovane scrittrice di talento di cui, senza dubbio, sentiremo parlare ancora in futuro.


