Gerald Murnane / Un romanzo di formazione australiano

Gerald Murnane, Una vita tra le nuvole, tr. Roberto Serrai, Safarà, pp. 243, euro 18,00 stampa

Il New York Times lo ha definito “uno dei migliori scrittori in lingua inglese viventi di cui la maggior parte delle persone non ha mai sentito parlare”. Nel suo paese, l’Australia, non è particolarmente famoso e coloro che lo conoscono lo considerano una persona decisamente eccentrica. In effetti, Gerald Murnane, classe 1939, nato a Melbourne, eccentrico lo è davvero. A parte poche incursioni al di fuori dello stato di Victoria, dove si trova la sua città natale, lo scrittore australiano non ha mai viaggiato, non ha mai preso un aereo, non ha televisione, non va al cinema, non ha un computer. Da quando è rimasto vedovo, si è trasferito a Goroke, una cittadina di qualche centinaio di anime, vive in un monolocale dall’arredamento monastico; segue le corse di cavalli (passione ereditata dal padre Reginald, per la quale accumulò una cospicua quantità di debiti); cura il suo archivio di scritti, diari, lettere, manoscritti, a cui si potrà accedere solo dopo la sua morte; inventa giochi basati su luoghi immaginari che lo tengono impegnato per lunghissimi periodi; ed è impiegato al golf club locale, dove gestisce il bar e la segreteria. Eppure, Murnane ha davvero scritto alcuni tra i più bei romanzi che l’Australia abbia prodotto, come testimoniano alcuni circoli culturali sparsi un po’ in giro per il mondo dove l’autore viene considerato uno scrittore di culto, possibile futuro premio Nobel per la letteratura.

Dal suo esordio, nel 1974, con Tamarisk Row, Murnane ha scritto e pubblicato una decina di romanzi, diverse raccolte di racconti, poesie, saggi, e ha collezionato una serie di premi importanti, tra cui il prestigioso Patrick White Award, istituito nel 1973 dallo scrittore premio Nobel per la letteratura Patrick White. La casa editrice Safarà ha il grande pregio di avere nel suo catalogo, oltre al già citato romanzo d’esordio, anche Le pianure, considerato il capolavoro di Murnane, un’opera in cui l’autore costruisce una vera e propria epica australiana attraverso l’esperienza che il protagonista affronta nelle grandi pianure del paese, luogo fisico ma anche stato mentale pieno di suggestivi simbolismi.

Come l’autore, anche il protagonista di Una vita fra le nuvole (1976) è nato e cresciuto all’interno di una famiglia cattolica praticante. Adrian Sherd è un adolescente in un sobborgo della Melbourne dei primi anni Cinquanta. Gli insegnamenti cattolici, che impongono una vita di sani valori morali e una contrita confessione seguita da pentimento per i peccati commessi, si contrappongono agli sconvolgimenti ormonali in atto nel giovane corpo di Adrian, che si lascia andare ad atti “impuri” nella solitudine della sua stanza, salvo poi sentirsi in colpa. Nella sua fervente immaginazione, ogni sera Adrian compie un viaggio mentale (onirico e “onanistico”) negli Stati Uniti insieme alle star del cinema americano che vede le poche volte che va al cinema, o che può sbirciare nei giornaletti scandalistici. Non mancano i confronti con i compagni di scuola, che ingaggiano vere e proprie sfide più o meno veritiere di atti erotici in solitaria, e gli impacciati approcci con le compagne, guardate, giudicate, ammirate ma mai avvicinate più di tanto; così come le lezioni dei sacerdoti su come un bravo ragazzo cattolico deve comportarsi in relazione con le tentazioni del mondo.

Fino a quando, sul treno che prende ogni giorno, Adrian incontra la ragazza dei suoi sogni. In quel momento inizia per lui una fase nuova, in cui dapprima cerca di farsi notare e di capire se anche lei possa essere interessata – si avvicina, la guarda, apre platealmente quaderni, libri e zaino per farle capire cosa legge, che scuola frequenta – e quando anche lei gli risponde con gli stessi gesti, come mostrare il quaderno col suo nome, allora per Adrian è fatta. Denise McNamara sarà la donna che lui sposerà, guarendolo dalla misera vita di peccatore.

Ai viaggi nei territori americani con procaci attrici disposte a soddisfare ogni sua lussuriosa fantasia, nei sogni di Adrian si sostituisce la vita casta e morigerata di marito cattolico e innamorato. Si immagina insieme a Denise nei loro anni a venire, coppia felice, genitori di undici figli, che invecchia insieme nel sacro vincolo matrimoniale. Una vita tra le nuvole è un romanzo di formazione nel senso più puro che la definizione può dare. Seguiamo le avventure immaginarie di Adrian in ogni sua fase, mentre lui percorre le tappe della sua vita da adolescente un passo alla volta, attraverso una crescita che lo porterà a decidere della sua esistenza futura.

Murnane ha creato un’opera di rara bellezza letteraria, felicemente tradotta da Roberto Serrai, ricca di momenti esilaranti ma anche di grande tenerezza, con un protagonista a volte ingenuo, a volte curioso, altre anche comico nella sua voglia di diventare adulto consapevole dei fatti essenziali della vita, in un’epoca in cui tanti argomenti erano ancora un tabù inviolabile. Impossibile non provare simpatia per Adrian, che dalla sua possiede una qualità preziosa e impagabile: l’immaginazione che oggi abbiamo perduto a causa delle possibilità straordinarie di una tecnologia che ci ha tolto lo stupore delle scoperte esistenziali

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