Gianni Mura nei giorni del virus

La notizia della morte di , giornalista, scrittore e critico dei costumi e della società italiana campeggia in questo momento in apertura al sito di La Repubblica; sotto le notizie sull’epidemia di COVID-19 e i reportage di un mondo stravolto in cui poco di quello che aveva avuto un senso lo ha ancora. Questa forzatura  è un ribadire i valori della cultura e dell’onestà intellettuale di un uomo che ha scritto con saggezza di sport e di cucina, insomma dei piaceri materiali. Sono argomenti poco importanti oggi? No, certamente. La lotta al virus, come ci insegnava Michael Foucault a proposito della peste come “sogno politico”, cioè come l’occasione di penetrare fin dentro “i più sottili dettagli dell’esistenza” nell’apoteosi di una intensificazione e ramificazione del potere, si gioca su molti livelli, e quello biologico ormai si attorciglia a quelli politici, sociali e culturali. La cultura, allora, insieme ai diritti materiali e ai diritti di informazione, su cui fin da subito non si può derogare, deve darci una possibilità di cancellare quel mondo  di ingiustizia e di sottrazione continua di diritti in cui il virus è dilagato.

Ma torniamo a Gianni Mura, un libertario, un uomo che mi piace ricordare proprio per quella materialità che era sempre dentro i suoi libri, la fatica dello sport e la gioia del cibo, di un cibo che non era artefatto dalla postmodernità ma che si richiamava a quel gusto popolare, a quel piacere della tavola che era l’antitesi dell’industria snob e della moda. 
Riprendiamo la recensione pubblicata su Pulp Libri n. 68 del luglio/agosto 2007 dedicata al suo esordio come narratore.

Gianni Mura, Giallo su giallo, Feltrinelli, pp. 228, euro 14,00 stampa

Sulla copertina troviamo la sublimazione del romanzo, sublimazione in senso di passaggio di una sostanza dallo stato solido a quello gassoso, senza passare dallo stato liquido. Un paragone che mi è venuto in mente leggendo una storia che davvero riesce a essere riassunta dai tre colori della copertina e da poche macchie e linee ben distinte. La separazione degli elementi narrativi è poi la caratteristica del romanzo, non il limite, perché il lettore troverà tre storie che si sfiorano tra loro, si attraggono e si respingono, ma non si fondono mai, neppure nel finale plateale e forse un semplice. La prima storia è la più bella; una serie di reportage di un trasfigurato , sofferente per le salite e per gli inseguimenti, ma epico nel suo abbandonarsi a un attraversamento del territorio fatto di storia e di ricordi. Giallo su giallo ci dimostra l’effetto devastante della televisione e degli sponsor sullo sport, e raccontando questa storia è evidente quanto la cultura abbia perduto e come le imprese di questi grandi ciclisti facciano parte di qualcosa di buona che è in tutti noi, almeno di coloro che hanno una certa età. L’altra storia che mi piace, altrettanto tradizionalista, parla di cassoulet, straordinario piatto in umido con i fagioli bianchi, aglio, salsiccia, cotenna di maiale e di come ogni luogo interpreti questa ricetta cotta sapientemente in un recipiente terracotta chiamato . L’attenzione dell’autore, riguardo a questo e ad altri piatti, sta nello scoprire cosa sia costante e cosa vari senza perdere quell’essenza e quel sapore principale. Anche questo è un avvertimento e una nostalgia, la denuncia di un virtualizzato dagli interessi economici, disinteressato ai drammi dei corridori e delle loro individualità, così come i gusti e le conoscenze della cucina abdichino di fronte alla massificazione della grande distribuzione e del cibo venduto pronto per essere mangiato. C’è poi un po’ di morti ammazzati… una necessità che comprendo e perdono, pensando a questo piatto ingiustamente considerato invernale e che aspetto di gustare almeno nella sua versione lombarda, la cassoeula, o cucinata da qualche immigrato dell’America Latina, per gustare la variante di oltreoceano.

 

I libri di Gianni Mura

Giallo su giallo (2007), Feltrinelli, pp. 227, euro 7,50 stampa.
La fiamma rossa. Storie e strade dei miei tour (2008), Minimum Fax, pp. 459, euro 10,00 stampa
Ischia (2012), Feltrinelli, pp.175, euro 7,50 stampa
Non gioco più me ne vado. Gregari e campioni, coppe e bidoni (2013), Il Saggiatore, pp. 498, euro 17,00 stampa, euro 9,99 ebook
Non c’è gusto (2015), Minimum Fax, pp. 110
Confesso che ho stonato (2017), Skira, pp. 103, euro 9,90 stampa