21 Aprile, 2021

Giovani adulti crescono. La narrativa Young Adult dopo Hunger Games

Dal distopico al rosa, dall'urban fantasy alla sfera LGBTQ+, la narrativa young adult trapassa i generi per raccontare storie di amicizia, diversità, disagio rilevanti e immediatamente riconoscibili dal pubblico giovane e non solo. Una tendenza letteraria con una tradizione nel passato, un presente nelle classifiche e un futuro nei curriculum scolastici.

La narrativa per giovani adulti ormai domina gran parte del mercato nazionale e internazionale, molti dei suoi titoli sono veri e propri fenomeni a livello mondiale. Non tutti sono a conoscenza che ha una propria storia e che la sua classificazione moderna affonda le radici negli anni 60 del Novecento. La letteratura young adult (YA) Si è sviluppata nel corso del tempo come una sorta di passaggio tra la narrativa “per bambini” e quella “per adulti” ed è strettamente collegata alla percezione di queste ultime. Nasce dal bisogno di indirizzare quel tipo di romanzi che vanno oltre l’orizzonte delle storie a sfondo pedagogico o formativo, rivolte a un pubblico infantile, ma non rientrano ancora del tutto nella produzione letteraria “seria”, cioè per gli adulti.

Nel 1802 la scrittrice Sarah Trimmer iniziò ad attuare il primo riconoscimento di un gruppo preciso di lettori, legato a quella che lei definiva “giovane età adulta”, e introdusse la dicitura “libri per persone giovani” indirizzati ad un pubblico dai quattordici ai ventuno anni. Il diciannovesimo e la prima parte del ventesimo secolo sono costellati da opere che, pur non essendo espressamente scritte per i giovani lettori, ne hanno ispirato il gusto e i comportamenti nella cultura di massa, su tutti il classico “Il giovane Holden” di J.D.Salinger – ma fu solo nel 1967, con un romanzo di formazione pubblicato da una casa editrice prestigiosa come Viking Press, che viene riconosciuta nella classificazione moderna la nascita di una letteratura a tutti gli effetti young adult. Si tratta di “The Outsiders”, in italiano “I ragazzi della 56ª strada” di S. E. Hinton. Ambientato nell’America degli anni Sessanta, narra la storia del quattordicenne PonyBoy, dei suoi fratelli e della sua gang di Greasers. Con la sua esplorazione sia dei conflitti sociali, della solitudine e della violenza, sia dell’amicizia e della giustizia, rimane ancora oggi un best-seller. Gli anni 70 e 80 sono considerati l’età d’oro in cui tanto gli scrittori quanto i librai iniziarono a focalizzarsi sul nascente mercato degli adolescenti, registrando da allora, come ogni tipo di letteratura, mutamenti ed evoluzioni nella struttura narrativa, adattandosi a rispecchiare le epoche e le diverse generazioni di adolescenti di cui si faceva portatrice. 


Bucher e Hinton hanno offerto una definizione riassuntiva della letteratura young adult in questi termini: “un’opera di qualsiasi genere che “offre un punto di vista unico […] e riflette le preoccupazioni, gli interessi, le sfide dei giovani adulti”. E i protagonisti sono proprio i giovani adulti, gli adolescenti, alle prese con le tematiche e i problemi legati all’adolescenza, le sensazioni e le esperienze di un’età che precede l’entrata nel mondo degli adulti. Allo stesso tempo ci mostra anche l’intero spettro delle emozioni e della vita dei giovani adulti, perché gli argomenti trattati spaziano dalla triade “amore, amicizia e famiglia”, a quelle più profonde e complesse come la creazione di relazioni, la realizzazione personale o le tendenze affettive contrapposte all’equilibrio mentale.

Sicuramente uno dei temi di rilievo è l’identità e la scoperta di sé. Non a caso la maggior parte dei romanzi, con pochissime eccezioni, è narrata in prima persona dal punto di vista del protagonista. Ciò permette una maggiore empatia all’interno della finzione narrativa e la possibilità per il lettore di rivedersi a pieno in ciò che il personaggio in questione sente e vive. L’io narrante è ancora oggi un tratto distintivo dello stile romanzesco YA ma è anche importantissimo tener presente che lo young adult di per sé non è propriamente un genere letterario: i libri che raccontano le storie dei giovani adulti, possono rientrare in moltissimi generi diversi tra loro. Tra i più comuni troviamo la narrativa contemporanea, il fantasy, l’urban fantasy, il romanzo rosa, distopico, la fantascienza e altri. E’ comune trovare in questi libri anche quello che in inglese viene definito “genre-blending”, ossia la mescolanza di generi diversi in un unico romanzo.

Sebbene sia generalmente scritto per gli adolescenti, lo YA attrae anche un vastissimo gruppo di lettori che si sono lasciati da tempo l’adolescenza alle spalle. Non sono solo i ragazzi a fruire di questo tipo di storie, ma anche gli adulti. Diversi sondaggi compiuti nel corso degli anni mostrano come più del 60/70% di adulti legga narrativa young adult. Come mai? Le ragioni sono certamente molteplici, ma ve ne sono almeno un paio solo apparentemente banali e in genere sottaciuti dalla critica che conta. La prima risiede nel fatto che questi libri trasmettono valori che non hanno età ma sono riconosciuti dal pubblico come universali e applicabili a tutti, come del resto i temi affrontati, che sono archetipi riconoscibili e apprezzabili tanto dai giovani quanto dagli adulti (o ex giovani). La seconda ragione, che è in realtà attribuibile ad ogni romanzo, è che una buona storia è sempre una buona storia, al di là del genere e del target.

proteste a Bangkok come a Capital City

Sicuramente una delle serie romanzate YA più famose degli anni ‘10 è stata “Hunger Games”, la trilogia distopica di Suzanne Collins pubblicata a partire dal 2008, che ha venduto milioni di copie nel mondo: il primo volume, con 8,7 milioni figura al quarto posto nella top ten del decennio. Ma al di là del dato commerciale, la portata di una storia come “Hunger Games” è visibile anche nell’impatto che ha avuto sul piano politico e sociale della nostra stessa realtà. La società di Panem descritta in “Hunger Games”, con la sua Capitol City ricca e oppressiva e i suoi distretti, per quanto fantastica e immaginaria, presenta problematiche ed elementi caratterizzanti nei quali in molti rivedono la politica dei loro stessi Paesi. Il famoso saluto delle tre dita (indice, medio e anulare) alzate, utilizzato dalla protagonista Katniss Everdeen come simbolo di ammirazione per una persona amata e solidarietà verso i ribelli che combattono per la libertà, è stato adottato nella vita reale da giovani attivisti in diverse occasioni come simbolo più generale di protesta e resistenza popolare contro i governi oppressivi e dittatoriali. Fu utilizzato prima in Thailandia dopo il colpo governativo militare del 2014 dai manifestanti che chiedevano libertà e democrazia e più recentemente nelle proteste contro il regime a Myanmar. Avvenimenti come questi mostrano come “Hunger Games” sia un fenomeno culturale e transnazionale che è andato ben oltre la sua icona e l’espressione di un significato letterario, condizionando il nostro modo di agire il mondo e la politica.

Sulla scia di “Hunger Games”, troviamo le saghe di “Divergent” di Veronica Roth, e “Maze Runner” di James Dashner o, spostandosi sul genere paranormale, la celebre saga di “Twilight” di Stephenie Meyer. Come detto, però, lo young adult non è tutto distopia o fantascienza e sono numerosissimi i titoli e le saghe che, nella loro mescolanza di generi, hanno segnato e continuano a segnare l’evoluzione di questa particolare narrativa. Uno degli scrittori più influenti e famosi a livello internazionale è John Green, autore di classici YA come “Città di Carta” (Rizzoli, 2015) , “Cercando Alaska” (RIzzoli, 2015), “Tartarughe all’infinito” (Rizzoli, 2017) e del best-seller “Colpa delle stelle” (Rizzoli, 2014), dal quale – al pari di “Divergent” e “Hunger Games” – è stata tratta anche una versione cinematografica, anche se meno nota al grande pubblico. La storia d’amore della sedicenne Hazel e del suo incontro con Augustus ad un gruppo di supporto per giovani malati di cancro ha commosso ed emozionato un’intera generazione di adolescenti in ogni parte del mondo. Alcuni luoghi di Amsterdam, poi, grazie al libro (e al film), sono diventati un simbolo riconoscibile di questa storia. Vicino a Green per fama e tipologia di storia vi è anche “Noi siamo infinito” di Stephen Chbosky.

Un’ altra scrittrice americana seminale per lo sviluppo della letteratura YA è Rainbow Rowell. Se con “Eleanor & Park” (Piemme, 2014) la Rowell ci racconta il primo amore e la storia di un ragazzo e una ragazza sedicenni negli anni 80, e in “Fangirl” (Piemme, 2016) affrontiamo, insieme alla protagonista Cath, il primo anno al college e tutte le sfide personali e sociali che ciò comporta, a questi due titoli di narrativa contemporanea fa seguito la saga fantasy LGBTQ+ di “Carry On” (Piemme, 2017). Ambientata in una scuola di magia, racconta le avventure di Simon Snow, il prescelto, e del suo compagno di stanza e nemico Baz, un vampiro, attraverso l’evoluzione del loro rapporto. Per la sua maestria nella scrittura dei dialoghi e nella costruzione di personaggi che nell’arco narrativo diventano veri e propri amici, Rainbow Rowell è una delle autrici più apprezzate dai giovani adulti.

E arriviamo a una delle caratteristiche progressive più innovative e riconoscibili della narrativa young adult di questi primi anni del ventunesimo secolo: la presenza di tematiche legate alla diversità, alla sfera LGBTQ e alla sua rappresentazione in tutte le sue forme. Un esempio è “Aristotele e Dante scoprono i segreti dell’universo” (Loescher, 2015) di Benjamin Alire Sáenz, scrittore e poeta da Doña Ana, New Mexico, una delle migliori storie di formazione degli ultimi anni, uno dei migliori condensati di vita, di amore e amicizia e accettazione di sé mai scritte nel panorama YA. Il romanzo narra la storia di Aristotele, un adolescente di quindici anni arrabbiato e senza amici, che in una calda estate texana incontra Dante, un ragazzo luminoso e con una visione del mondo molto particolare. Questo incontro segnerà l’inizio di un forte legame che cambierà profondamente le loro vite.

Di legami intensi, crescita e scoperta di sé parla anche l’americana Jandy Nelson nel suo libro “Ti darò il sole” (Rizzoli, 2016). Noah e Jude sono due gemelli inseparabili, tanto legati da sembrare un’anima sola, eppure diversissimi. Noah è un giovanissimo artista costantemente con una matita in mano e innamorato del carismatico ragazzo vicino di casa, mentre Jude è estroversa, sprezzante del pericolo e a suo agio con tutti. La loro storia dà vita a un romanzo fatto di poesia e arte, di amore e ferite. La dolcezza è invece protagonista di “Tuo, Simon”, in inglese “Simon vs The Homo Sapiens Agenda” di un’altra americana,  Becky Albertalli (in italiano “Tuo Simon”, Mondadori 2017), dove il diciassettenne gay Simon vedrà la sua tenera corrispondenza segreta con Blu, un ragazzo conosciuto online, venire scoperta e sarà per questo ricattato da un suo coetaneo. Identità sessuale, bullismo, coming-out, amicizia e vita liceale, sono alcune delle tematiche ricorrenti,  alla base di questo libro dolce e leggero.

Sono sicuramente rarissimi gli autori e le autrici che sanno dare voce ad un’intera generazione di ragazzi e ragazze, come nel caso della giovanissima scrittrice britannica Alice Oseman. Autrice di quattro romanzi e un graphic novel LGBTQ+, la Oseman è una delle stelle più brillanti e valide nel panorama della narrativa YA contemporanea. Attraverso i suoi libri, “Solitaire”, “Radio Silence”, “I was born for this”, “Loveless” e “Heartstopper”,  quest’ultimo pubblicato da Mondador (gli altri, pare, di prossima pubblicazione), è in grado di dar vita a storie che parlano nella maniera profonda, naturale e sentita a ogni giovane adulto a cavallo della generazione Y e Z. Alice Oseman descrive abilmente e realisticamente i giovani dal loro stesso punto di vista: nelle sue storie i protagonisti appartengono alla sfera LGBTQ+ ed è quindi un’importantissima e necessaria espressione di diversità (sessuale, di genere, culturale e sociale) e di rappresentazione. Da qui la rilevanza di libri “own voices”, ossia libri che presentano diversi personaggi e identità appartenenti ad una determinata sfera, come quella LGBTQ+,  scritti da un’autrice o da un autore che ne condivide l’identità. Alice Oseman e i suoi libri ne sono un esempio.

Ma quando parliamo di YA non possiamo dimenticare uno degli autori il cui apporto è stato tra i più incisivi e longevi: lo scrittore e accademico britannico Aidan Chambers. “Danza sulla mia tomba” (BUR, 2014), “Muoio dalla voglia di conoscerti” (BUR,2015), “Cartoline dalla terra di nessuno” (BUR, 2014) e “Ora che so” (BUR,2014), sono solo alcuni dei romanzi con i quali, grazie a una prosa elegante e originale e ad alcuni memorabili personaggi, Chambers (classe 1934) ha saputo conquistare il cuore di tantissimi lettori diventando uno dei padri della letteratura YA. Attraverso i suoi romanzi, principalmente di narrativa YA contemporanea LGBTQ+, esplora l’omosessualità,  l’essenza delle relazioni, la religione e la spiritualità, la morte. Ogni suo romanzo è un viaggio d’esplorazione nell’animo dei suoi personaggi, accompagnati nel passaggio dall’infanzia all’età età adulta, attraverso la  loro complessa vita interiore, fatta di sentimenti, pensieri, identità e memorie.

Nel panorama della letteratura fantasy YA degli ultimi anni, invece, possiamo citare due figure di spicco, come le scrittrici fantasy Leigh Bardugo e Cassandra Clare. Leigh Bardugo, con “Tenebre e Ossa” (Mondadori, 2020), primo tomo della trilogia Grisha, ambientata in un mondo fantastico ispirato dalla Russia degli zar, e la duologia di “Sei di Corvi” (Mondadori, 2019), opzionate da Netflix per una  serie tv,  si è rapidamente affermata come una delle voci più originali, talentuose e brillanti del panorama fantasy per ragazzi. Con una narrazione elegante, ha dato vita al “Grishaverse”, un ricco e oscuro universo popolato dai Grisha,  individui in grado di manipolare gli elementi, e a personaggi adolescenti che restano impressi nei cuori dei lettori. Cassandra Clare con la saga urban fantasy “The mortal instruments”, pubblicata da Mondadori, e trasposta in serie da Netflix nel 2016,  ha aperto nel 2007 le porte del mondo degli Shadowhunters, creature metà umane e metà angeliche a caccia di demoni. Ma ha aperto anche le porte a molte altre saghe di grandissimo successo, ambientate nel contesto magico adolescenziale delineato dai primi romanzi,  l’ultima delle quali ancora in corso, trasformando la Clare in una delle più celebri autrici per ragazzi. 

L’importanza della letteratura young adult emerge anche attraverso la sua introduzione nel contesto scolastico, in particolare nel mondo anglosassone. Diversi docenti di istituti scolastici inglesi e americani parlano di “YAL (Young Adult Literature)”, Letteratura Young Adult in riferimento a testi di letteratura per giovani adulti che  hanno integrato la conoscenza dei testi tradizionalmente previsti dal programma di insegnamento, in pratica ampliando il curriculum scolastico dei ragazzi,  abbinando la YAL ai classici. L’inserimento della YAL nel curriculum scolastico permette non solo di avvicinare moltissimi adolescenti alla lettura, ma di fornire loro un qualcosa di rilevante nella loro esperienza di vita e di più vicino ai loro bisogni percepiti, spesso molto più di quanto un testo classico o semplicemente “per adulti” potrebbe riuscire a fare. Storie che non ruotano soltanto attorno alle “prime cotte” o alla scuola, ma trattano questioni ben più serie che ogni adolescente si ritrova, in un modo o nell’altro, ad affrontare. In altri termini si riconosce che gli adolescenti hanno bisogno leggere libri che li aiutino a cercare un significato nella loro vita, nel particolare momento che si ritrovano a vivere. E, in questo modo, dar loro la possibilità di riconoscere che non sono i soli a dover fare i conti con determinate situazioni e sensazioni, che si possono affrontare anche argomenti sensibili e complessi, magari potendo condividerli con gli adulti attraverso un libro. Piaccia o meno, i libri YA di qualità, con un buon stile di scrittura e tematiche che stimolano la mente, sono percepiti da molti adolescenti come più abbordabili e rassicuranti di un classico nel quale spesso non riescono a ritrovare loro stessi o ciò a cui tengono realmente. La narrativa YA – ed è forse uno dei punti più qualificanti  – mostra ai giovani adulti che le loro esperienze, i loro vissuti, i loro pensieri, hanno valore. Ed è proprio su questo che molti insegnanti puntano per coinvolgere gli adolescenti del ventunesimo secolo in un percorso didattico e anche nell’apprendimento della letteratura. 

D’altra parte sono tantissimi i pregiudizi che ruotano intorno alla letteratura young adult. Essa è spesso considerata non all’altezza degli altri generi letterari. Il fatto che sia normalmente legata alla sfera giovanile porta molte persone a pensare che i titoli young adult rappresentano solo uno stadio di passaggio che porterà poi alla letteratura per adulti. Per molti lettori potrebbe anche essere così, ma l’idea viene in parte smentita in maniera significativa dal fatto che, come accennavamo, ad usufruire della letteratura young adult è anche una considerevole percentuale di adulti. Questo denota come parte dei lettori adolescenti effettivamente coltiva la  passione per lo YA anche nell’età matura.
Sicuramente non è tutto oro, e all’interno della narrativa young adult la presenza di titoli discutibili o anche pessimi ha portato molti critici a giudicarla in blocco priva di spessore e non degna di attenzione, facendo un po’ di tutta l’erba un fascio. I titoli discutibili  o anche pessimi esistono in ogni realtà letteraria e sarebbe molto più interessante e saggio andare oltre questi banali preconcetti. Da un punto di vista critico, analizzare invece il lavoro che tantissimi autori YA fanno attraverso le loro storie in quanto a complessità di narrazione, attingendo da tematiche originali, o riprese dal mondo della narrativa classica e non solo, per comunicare ad un pubblico di giovani adulti e in questo modo rappresentarli, è assai rilevante.

Molto spesso dimentichiamo quello che significa essere adolescenti. Molto spesso dimentichiamo quello che è uno degli aspetti più importanti della letteratura: arrivare a toccare le corde dell’animo e del cuore dei lettori, in un modo che allo stesso tempo intrattiene e gli permette di sentirsi compresi e meno soli, di sentirsi umani. La narrativa young adult, e sono felicissima di poterlo scrivere, è una delle realtà letterarie più importanti della nostra epoca. È in pieno fermento e in piena crescita, e, sono certa, continuerà ad esserlo per gli anni a venire.


Giada Elena Ventieri aka ReadingCanSaveUs è un’esperta e una book influencer che si occupa di Manga, Graphic Novel,  letteratura Fantasy e Young Adult. È attiva sui canali  ReadingCanSaveUs (Youtube) e @ReadingCanSaveUs (Instagram)