I pennuti dell’Apocalisse

Frank Baker, Gli uccelli, tr. di Federico Cenci e Lucrezia Pei, Cliquot, pp. 288, euro 22,00 stampa, euro 9,99 epub

Quando vide la luce nel 1935, come la maggior parte delle opere dell’inglese Frank Baker, Gli Uccelli vendette soltanto poche centinaia di copie prima di scomparire nel dimenticatoio collettivo per i successivi trenta anni. A riportare alla luce il romanzo, come quasi sempre è avvenuto nel secolo scorso, è stato un film. Nel 1963 Gli Uccelli di Alfred Hitchcock, dall’omonimo racconto di Daphne du Maurier (contenuto in Gli uccelli e altri racconti, il Saggiatore 2024) stabilì un record di incassi per la Universal, creando anche un inedito precedente cinematografico a cavallo fra il thriller apocalittico e il genere animal horror. Baker (1908-1983), rilevando alcune ovvie somiglianze tra la vicenda di Bodega Bay e quella del suo sfortunato romanzo, inviò una lettera di protesta a Hitchcock e a du Maurier, senza ricevere risposta. Dissuaso dai suoi avvocati a intentare una causa che si presentava estremamente incerta e (per lui) costosissima, scese in seguito a più miti consigli, intrattenendo nel tempo anche una corrispondenza amichevole e vicendevolmente rispettosa con du Maurier, come ricostruisce Riccardo Nuziale nella prefazione. L’editore Cliquot pubblica ora il libro di Baker nella versione director’s cut revisionata dall’autore nel 1964, permettendo per la prima volta un confronto tra i diversi testi

Il romanzo è ambientato per lo più a Londra, nel clima opprimente e irrespirabile che serpeggia negli anni precedenti la Seconda guerra mondiale nella capitale del decaduto Impero Britannico. Fanno da sfondo alla vicenda i vecchi palazzi della City e i leoni di Trafalgar Square, dove i malauguranti pennuti si appostano inizialmente, fino alla scena mattatoio finale, in una straripante Cattedrale di St. Paul. Gli accenni sarcastici alla vita metropolitana e alla vacuità delle moderne società industriali, richiamano non proprio tra le righe anche quell’idea di “declino dell’Occidente” di moda nell’Europa post-spengleriana degli anni ’30. L’arrivo stesso degli uccelli è descritto come un evento allegorico, la resa dei conti per un’intera civiltà, quando ogni umano sarà obbligato a guardare negli occhi il proprio doppelgänger pennuto e a confrontarsi finalmente con se stesso.

In apertura il narratore, ora anziano, come ne Il morbo scarlatto di Jack London, rievoca la catastrofe attraverso i suoi ricordi di ventenne per raccontare l’inizio della nuova èra alle giovani generazioni dei sopravvissuti. Diversamente dal novel dell’americano, come del resto da L’ultimo uomo di Mary Shelley o da La nube purpurea di M. P. Shiel, Baker non si limita però a evocare un’apocalisse materialistica, seppure dai molteplici risvolti simbolici, e non fa mistero riguardo al suo significato soprannaturale e metafisico. In questo senso non potrebbe essere più lontano da Gli Uccelli di Hitchcock, un film che lo sceneggiatore Ed McBain riscrive in pratica mantenendo solo alcune  immagini del racconto originale di du Maurier, concepito prevalentemente come una home invasion, e in particolare la scelta dell’ambientazione in un contesto antropizzato ma non urbano. 

Tornando a Baker, il  racconto è anche il diario dei giorni che preludono alla catastrofe finale, e ai passi che il giovane protagonista dovrà compiere verso la salvezza. Le somiglianze maggiori con la sceneggiatura di McBain si ritrovano nella disposizione dei personaggi: anche qui il protagonista si muove all’interno di un triangolo affettivo, in questo caso tra la trepidante e possessiva madre Lillian e l’amata Olga. Il suo divenire adulto è anche in questo caso contestuale alla fuga definitiva dal vecchio mondo,  e qui passa per il ripudio di un impiego ripetitivo e umiliante come di un modello infantilizzante di virilità (con pose da artista decadente).

Su Bird sono stati scritti libri, discusse decine di tesi accademiche, prodotte infinite analisi dal punto di vista cinematografico, psicanalitico, escatologico. La psicoanalisi, in particolare, ha visto negli uccelli un significante in sé vuoto, soprattutto l’impulso mobilitato dal legame edipico tra Mitch e la madre Lydia, il cui carattere possessivo sul piano del reale scatenerebbe gli uccelli. Il film come è noto non “spiega” affatto il comportamento degli uccelli, apparentemente privo di un movente, anticipando anzi il possibile dibattito nella scena al Tides Wharf: nella discussione “da bar” che ne segue l’ornitologa, cioè la razionalità della Scienza, può dichiarare gli eventi “biologicamente impossibili”, mentre un avventore locale ci vede  l’annuncio dell’imminente Giudizio Universale. Al tempo Hitchcock se la cavò descrivendo la storia del film semplicemente come “una fantasia”, l’irruzione dell’inconcepibile all’interno del quotidiano. Non a caso gli uccelli di Hitchcock, a differenza di quelli alieni, puzzolenti e inquietanti di Baker, sono anche tra i più comuni (gabbiani, corvi, ecc.) Nel libro-intervista di Peter Bogdanovich, tuttavia, il regista non esclude neppure la chiave millenaristica:    

D: Il film non è anche una visione del Giorno del Giudizio?
R:  Sì, e non sappiamo come ne usciranno. Certamente, la madre è stata spaventata fino alla fine. La ragazza è stata abbastanza coraggiosa da affrontare gli uccelli e cercare di respingerli. Ma come gruppo sono le vittime del Giorno del Giudizio. Per il pubblico sono scappati a San Francisco  ma ho giocato con l’idea di una dissolvenza sui protagonisti in auto e di far apparire il Golden Gate Bridge ricoperto di uccelli.

A Hitchcock, ovviamente, non interessavano gli aspetti escatologici della storia quanto catturare  le reazioni dei suoi protagonisti in un contesto familiare per il suo pubblico. Ciò malgrado, Birds ha anticipato per molti aspetti il clichè cinematografico dello swarm horror e il  voyerismo del revenge-movie “ecologico”, dove la natura scatena la sua  brutale e indecifrabile intelligenza collettiva. Sappiamo dopotutto che in una prima versione la scritta “End” non era neppure prevista nei titoli di coda, ma venne inserita solo per intervento dei produttori.