Hotel Chopin, di Francesco M. Cataluccio

Le notizie dall’Ucraina e il ricordo dei drammi del Novecento pervadono quell’albergo, dove il miele scorre giù dal tetto e una donna svolazza per le stanze a cavalcioni di un pesce. Con gli ospiti, rifugiati ucraini, con i loro ricordi e con i loro livelli di esperienza, l’autore interseca discorsi ascoltandone i racconti. Ma è l’immaginario convegno di poeti russi estinti, che dibatte di poesia e guerra, che rende il libro singolare: Bulgakov, Kundera, Dostoevskij, Blok, Brodskij, sono lì, veri e propri personaggi che conversano, commentano, litigano. Passato e presente, morte e vita, sogni e amare delusioni, fantastico e reale si sovrappongono e confondono come i tanti artisti e scrittori che Cataluccio, straordinario cultore del mondo slavo, ha conosciuto nella sua vita o nelle pagine dei libri, permettendoci di attraversare confini, epoche e avvenimenti in un mosaico storico e culturale di quel pezzo di Europa scenario di una catastrofica guerra tra mondi, che tale continua ad essere. Pubblicato da Sellerio.

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