La pietra e la seta, di Mikael Niemi

Pajala, estremo Nord della Svezia: durante gli scavi per una bonifica, affiorano in una torbiera i resti di un essere umano, un segreto sepolto lì da chissà quanti anni, e la polizia avvia le indagini. Nel Sud del paese, intanto, Siw è turbata da uno dei suoi episodi di preveggenza, una visione inquietante che sembra reclamarla su al Nord, terra d’origine del padre e di antichi miti sciamanici. Per venire a capo del mistero che lega le due vicende bisognerà riavvolgere il filo fino agli anni Trenta del Novecento, quando gli sterratori del Tornedal impegnati nella costruzione della rete stradale, sulla scia delle lotte che agitavano l’Europa intera, si organizzarono in sindacato per riscattarsi dalla miseria e battersi per i propri diritti. Un periodo turbolento e duro, in cui molte famiglie si disgregarono, per fame o per ideologia. Ricostruendo le dolorose vicissitudini di Eino, della moglie e dei loro discendenti, Mikael Niemi ci avvicina alla verità del macabro ritrovamento nella torbiera. E insieme scava nella Storia, accostando personaggi di fantasia a figure realmente esistite per far emergere un discorso politico fatto più di materia che di teoria: corpi sfruttati, umiliazioni quotidiane, bisogni negati, fame, fatica – le origini sofferte dello stato sociale più famoso del mondo. Edizioni Iperborea.

Il corpo della politica, di Giorgio Agamben

Il volo dei cigni selvatici, di Jung Chang

Gioco di prestigio, di Luca Ricci