Linee parallele, di Edward St Aubyn

Sebastian è per il dottor Martin Carr il suo paziente più fragile, un orfano nella tempesta, del tutto incapace di una “normale infelicità”. Abbandonato dalla madre biologica, adottato da una coppia improbabile, è traumatizzato al punto tale da avere a volte veri e propri crolli psicotici. Il dottor Carr, tuttavia, lo prende in cura, convinto che sia gratificante lavorare con chi soffre davvero, anziché assecondare l’“opulenta autostima” dei clienti che accorrono nel suo studio a Belsize Park. Sebastian, però, pone a Carr un inusuale problema per uno psicanalista. Olivia, la figlia che il dottore e sua moglie Lizzie hanno adottato, è la sorella gemella da cui il giovane paziente è stato separato alla nascita. I due hanno vissuto vite perfettamente parallele, ciascuno ignaro dell’esistenza dell’altro. Sebastian sprofondato nei suoi incubi e nelle sue oscure fantasie, Olivia alle prese con Apocalypse, il progetto radiofonico per la Bbc cui lavora, una serie sulle “sei cause più probabili della prossima grande estinzione”. Carr non osa dire la verità ai gemelli, temendo per il loro fragile equilibrio, ma sa anche che “i treni che aveva osservato da un’alta collina, mentre si avvicinavano l’uno all’altro lungo lo stesso binario” prima o poi si scontreranno con la forza inarrestabile del destino. In Linee parallele Edward St Aubyn compone una magistrale satira della nostra epoca e, insieme, un’indimenticabile storia sul più potente dei legami, quello che riunisce nell’amore e nell’empatia un fratello e una sorella. Editore Feltrinelli.

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