27 Novembre, 2020

La regina del trash

Luca Vanzella, Elettra Lamborghini e la Dea del Ritmo, Becco Giallo, pp. 128, euro 15,90 stampa

La bolognese Elettra Miura Lamborghini, nipote dell’imprenditore Ferruccio Lamborghini, fondatore dell’omonima casa automobilistica, è nota per essere considerata la Paris Hilton nostrana. La più giovane ereditiera italiana (26 anni) ha raggiunto la fama accumulando ospitate in programmi televisivi, ma solo in una seconda fase ha dato libero sfogo alla sua passione per la musica. Modella per Playboy Italia, nel suo CV personale possiamo leggere di partecipazioni a programmi come il Chiambretti Night, il docu-reality di MTV Riccanza, lo spagnolo Gran Hermano Vip, e l’inglese Geordie Shore, ma è dopo il Wind Music Awards edizione 2018 che pubblica il suo primo singolo da solista. Pem Pem diventa un tormentone estivo fatto di reggaeton e twerk che si aggiudica ben due dischi di platino e che ad oggi conta 128 milioni di visualizzazioni su Youtube, incoronando Elettra perfetta “twerking queen”. MTV le propone di condurre Ex on the Beach Italia e tra svariate collaborazioni musicali nel 2019 ricopre il ruolo di coach insieme a Morgan, Gué Pequeno e Gigi D’Alessio nella sesta edizione di The Voice of Italy. In questo infausto 2020 concorre al Festival di Sanremo con la canzone Musica (e il resto scompare) piazzandosi al ventunesimo posto.

Proprio in questa occasione le sfugge un’affermazione diventata immediatamente virale: No raga, vuol dire che adesso sono ultima. Che vita di me**a”. Questa sua spontaneità, unita all’eccessivo lato B tatuato, ai piercing di diamanti sparsi per tutto il corpo e all’ostentazione della sua ricchezza, l’hanno definitivamente consacrata come icona trash. Trasgressiva, provocatoria, appassionata di cavalli e da poco convolata a nozze con il dj Afrojack, ha accettato con entusiasmo (forse troppo) di essere la protagonista di un fumetto tutto suo, pubblicato da Becco giallo, casa editrice nota per le biografie fumettose di personaggi in voga.

Il problema non è la scelta della protagonista, illustrata come una super-ragazza “normale”, senza poteri speciali, ma dotata di una forza di volontà e di una determinazione più che apprezzabili (del resto anche Batman deteneva il super potere del denaro). Il punto cruciale è capire perché un’immagine frivola come quella di Elettra abbia trovato posto tra i libri di una casa editrice molto impegnata nella documentazione storica e nella denuncia politica e sociale. La sceneggiatura non è segnalata, se non in piccolo nel risvolto interno, e questo è un altro fattore che avvalora la tesi precedente. Tra battute sessiste, scenette di estrema superficialità sociale in cui viene sottolineata la differenza di classe per cui conta lo shopping costoso, avere l’ultimo modello di elettrodomestico per farsi il latte di soia in autonomia, o farsi servire e riverire dal maggiordomo, la storia prosegue insensata verso la deriva del “tu donna servi solo a mostrare tette e culo”. A riprova di ciò a inizio del libro una sovrabbondante sfilata di tanga e vestiti leopardati destinata agli occhi del fidanzato (e del lettore) di Elettra. La vanità è iper-valorizzata, l’aspetto estetico è considerato fondamentale (nel fumetto Elettra è come nella realtà molto “social”, cellulare sempre acceso su Instagram e pronto a scattare selfie a piene mani) e neanche troppo tra le righe si leggono messaggi volutamente razzisti (l’antagonista di Elettra è una donna, di colore neanche a dirlo, a capo di una stirpe di sacerdotesse devote alla dea del Twerk).

Luca Vanzella, Elettra Lamborghini e la Dea del Ritmo

Certo è che la nostra Twerking queen non lascia indifferenti: la si odia o la si ama, senza vie di mezzo. È proprio questa impalcatura, creata ad hoc per un pubblico subalterno, mostra crepe d’evidente e “genuina” leggerezza. Da qui l’entusiasmo per il progetto di Becco giallo e i proclami sui social seguiti alla pubblicazione del libro. Occorre dire che l’ironia e la simpatia di Elettra sono arma potente e distraente il pubblico dalla propria superficialità, tanto da rendere il personaggio meno spocchioso di altrettante starlette additate dai mass media. Sarà interessante osservare la reazione dei fans di fronte al fumetto: lo acquisteranno nel nome della Lamborghini protagonista o saranno disinteressati all’evento? Staremo a vedere, le classifiche di vendita sono sotto controllo.

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