Peter Cameron / New York, New York

Peter Cameron, Anno bisestile, tr. Giuseppina Oneto, Adelphi, pp. 275, euro 19,00 stampa, euro 9,99 epub

Leggere Peter Cameron è sempre un’esperienza letteraria salvifica. Fin dai suoi esordi, si è sempre contraddistinto per una prosa leggera e ammiccante, affrontando temi profondi e mai semplici, caricando i suoi personaggi di un’umanità e una complessità che lascia il lettore sempre avvinto dalle trame. Questo Anno bisestile è un romanzo apparso a puntate in America alla fine degli anni Ottanta, ed è ambientato in quell’epoca. Mi sento di dire che la vera protagonista della storia è New York, la metropoli che non dorme mai. In quegli anni la città viveva un clima di vita intellettuale particolarmente vivace: rappresentazioni teatrali e operistiche a tutte le ore, mostre a ogni angolo di strada, ristoranti e bar tipici. E l’umanità media non poteva non essere contagiata da questa frenesia del conoscere, del frequentare, e forse proprio la ricchezza delle possibilità creava figure complesse, insicure delle proprie scelte, delle proprie preferenze sessuali, dei propri sentimenti. Molte di queste cose si sono perse nell’era Covid, ma New York sta ripartendo per riproporsi – come è sempre stata – capitale mondiale dell’arte, della cultura e della mondanità.

Cameron, come al solito, ci pone davanti a situazioni paradossali, e a volte grottesche, che con il suo stile, sempre misurato e leggero, non fatica a far accettare al lettore. E tra divorzi mai ben definiti, tra rapimenti sbagliati e delitti che si riveleranno diversi da quello che sembrano, ci presenta personaggi che ricercano uno stato di equilibrio che per una ragione o per un’altra non raggiungeranno mai. Come nella realtà. I prototipi della società di quel periodo ci sono tutti: coppie divorziate, gay, bisessuali, donne e uomini impegnati in lavori gratificanti, hippie, yuppie, bugiardi, ipocriti, calcolatori, assassini, persone sole e donne desiderose di maternità.

Un ritorno al Cameron degli esordi dove ritroviamo i suoi personaggi eternamente infelici, le sue situazioni al limite del surreale, i colpi di scena mai fini a se stessi e che danno linfa alla narrazione. E il suo stile delicato ma potente al tempo stesso, che scende negli abissi delle personalità, omogeneo e mai al di sopra delle righe, mai un tentativo di gratificare il lettore con frasi a effetto, ci regala sempre letture sorprendenti e di qualità. E forse per questo che è senza dubbio uno dei più apprezzati scrittori della letteratura contemporanea. Tutta la sua produzione letteraria ne dà la garanzia assoluta.

 

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