Petros Markaris, nato a Istanbul nel 1937 ma da anni cittadino greco, ci regala un’altra puntata della serie dedicata al commissario Kostas Charitos. Alla soglia dei novanta anni il maestro celebrato del noir sembra mantenere una lucidità e una capacità di analisi fuori dal comune: le indagini del commissario fanno affiorare e scoprono ingiustizie sociali, corruzioni e immoralità di cui si macchia il potere. Un espediente quindi, come nella miglior tradizione della narrativa di genere, che porta a galla quello che “qualcuno” vorrebbe si mantenesse sottotraccia. In questo romanzo l’autore punta il dito sulla profonda crisi economica che colpisce la Grecia, vittima soprattutto di un’Europa forte con i deboli e debole con i forti.
Ad Atene ormai da tempo la ricchezza e l’opulenza vivono di fianco a persone che non hanno la possibilità di pagarsi l’affitto in un mercato immobiliare che fa del profitto il suo unico obiettivo. Tutto parte dal suicidio di una coppia, separata ma che viveva sotto lo stesso tetto, proprio per l’impossibilità di avere una indipendenza economica. I senzatetto che vivono in tende e in condizioni più che precarie, decidono di accamparsi nei pressi del parco dell’Ellinikòn una struttura di lusso che ha fatto lievitare i prezzi degli affitti della zona. Ma è proprio nel parcheggio della struttura, dove abitava, che viene ucciso un importante dirigente di una impresa immobiliare. I sospetti sui senzatetto sono la prima direzione che prendono le indagini per rivelarsi poi infruttuose. Il ministro decide, per mantenere la situazione sotto controllo, di traferirli in un centro di accoglienza per non creare disordini con gli abitanti dell’Ellinikòn. Avranno anche del cibo per cercare di tamponare la loro situazione precaria e i senzatetto decidono di dividerlo con altre persone indigenti: l’arrivo di migranti e altri disperati aumenta la tensione con gli affittuari del cento residenziale.
Gruppi di anarchici si organizzano in difesa dei più deboli ma un’esplosione distrugge la cucina usata dai senzatetto e uccide una di loro, una donna che si trovava lì per caso. Le indagini sembrano bloccate e complicate, a volte sembrano a un punto morto ma l’intuito e la tenacia del commissario Charitos alla fine avranno la meglio. La mancanza di empatia e solidarietà sono il fulcro della storia, dove sono i più deboli, i più nullatenenti ad avere una maggiore sensibilità verso gli altri. La coabitazione tra ricchezza e povertà, tra lusso e mancanza degli elementi più elementari di sussistenza, il disinteresse per compiere passi verso una giustizia sociale universale è la prerogativa della società di oggi. È la disperazione uno dei mali contemporanei, e Markaris lo denuncia con uno stile sobrio e diretto, con un ritmo scorrevole e omogeneo e con la semplicità che rende grandi gli scrittori contemporanei.


