Poliziesco in Pennsylvania

K.C. Constantine, Il mistero dell’orto di Rocksburg, tr. Nicola Manuppelli, Carbonio Editore, pp. 234, euro 15,50 stampa

L’inizio degli anni Ottanta del secolo scorso ha segnato l’avvento di politiche economiche e industriali neoliberiste che hanno dato inizio a una profonda crisi delle fasce più deboli. Non a caso era l’epoca in cui Margareth Thatcher governava il Regno Unito e Ronald Reagan era il presidente degli Stati Uniti, uno dei binomi più reazionari del dopoguerra.

Ed è proprio in questi anni che è ambientato Il mistero dell’orto di Rocksburg, un poliziesco di K.C. Constantine, ex marine, giornalista e insegnante di inglese. Mario Balzic, su cui ha creato una serie di romanzi, è un ispettore di origine italo-serbe che vive a Rocksburg, una piccola cittadina della provincia americana della Pennsylvania, dove le conseguenze della crisi hanno colpito la popolazione a causa della chiusura di alcune miniere. Jimmy Romanelli, la vittima, è un ex minatore che non si è mai ripreso dal licenziamento e che si è introdotto in un giro poco chiaro. Nessuno ne sa niente fino al momento della sua scomparsa, che la moglie denuncia immediatamente perché non è da lui – dice alla polizia – non tornare a casa la sera. Frances è un’amica d’infanzia di Mario e per questo l’ispettore si interessa al caso prima delle fatidiche quarantotto ore dalla scomparsa. E durante le sue ricerche scopre che la narcotici è sulle tracce di Jimmy perché ha a che fare con il riciclaggio di denaro di una banda di spacciatori.

Il tessuto sociale della piccola cittadina viene messo a nudo implacabilmente, quasi tutti hanno qualcosa da nascondere, molti commercianti guadagnano più con affari non del tutto leciti che con le loro vendite, i tagli alla spesa pubblica riguardano anche la polizia locale, che non può contare su investimenti che possano garantire un’azione efficace contro la criminalità.

Frances Romanelli è il personaggio centrale della vicenda. Cresciuta senza madre e con un padre autoritario e inaccessibile, con cui le è stato sempre impossibile parlare, ha poi sposato giovanissima un uomo che non si rivelerà quello che lei pensava fosse, soprattutto dopo il licenziamento. E se il padre pretende di avere l’autorità su di lei anche dopo che si è sposata, che faccia sempre la cosa giusta a prescindere dalle conseguenze, come ha sempre fatto lui nella vita, la sua fragilità sarà alimentata anche da un marito che per convivere con i suoi insuccessi se la prenderà sempre più con lei, fino al punto di picchiarla.

E l’epilogo, per Frances, sarà ancora più amaro.