29 Settembre, 2020

Quel giorno di novembre del 1972

, Il giallo Pasolini. Il romanzo di un delitto italiano, Newton Compton, pp. 336, euro 8,42 euro, euro 4,99 euro stampa

La mattina del 2 novembre 1975 il corpo senza vita di viene rinvenuto in un campo incolto in via dell’Idroscalo, lungo il litorale romano di Ostia. Sull’atroce delitto non è mai stata fatta veramente luce. Ombre e misteri ancora oscurano la verità, anche dopo così tanti anni.

Nel 2005, a distanza di trent’anni dall’omicidio, l’imputato al processo svoltosi tra il 1975 e il 1976, , dichiaratosi in prima istanza colpevole del reato, durante la partecipazione alla trasmissione televisiva Ombre sul giallo condotta da Franca Leosini, ritratta la sua versione e afferma di non essere lui il vero colpevole bensì altre persone di cui non conosceva la reale identità, ma che lo avevano minacciato qualora non si fosse addossato la colpa. In seguito alle sue dichiarazioni il processo non fu riaperto, ma il mistero è tutt’altro che concluso.

Un tragico evento che ha scosso gli animi dell’intera comunità letteraria del Novecento italiano e quella di numerosi cittadini di allora e di oggi, soprattutto in virtù delle considerazioni che scaturiscono ovvie pensando alla “scomodità” dei temi che Pasolini trattava nei suoi articoli di giornale, alla “delicatezza” degli argomenti sui quali indagava…

Un tragico evento che, per certo, deve aver scosso anche , cronista di nera per La Repubblica per quarant’anni. Molto deve essersi documentato Lugli sui fatti del 1975. Indagini, analisi, considerazioni, che gli sono rimaste in testa per anni. Informazioni che ha metabolizzato e su cui ha riflettuto e che sono diventate l’anello centrale dell’impalcatura intorno alla quale ha scritto il suo romanzo Il giallo Pasolini. Il romanzo di un delitto italiano, un libro il cui protagonista sembra essere l’alter ego dello stesso autore, basta immaginarlo alle prime battute lavorative quaranta anni fa.

Tranne alcuni sparuti passaggi, Lugli sembra aver completamente abbandonato la scrittura “tecnica” del giornalista e, nel romanzo, utilizza un registro narrativo che sembra rifarsi molto più al parlato locale, alla Roma con i suoi sobborghi dove la storia è per intero ambientata. Uno stile narrativo molto diretto, a tratti spietato, in alcuni paragrafi molto cruento… in sintesi uno stile che si adatta molto bene ai contenuti della vicenda narrata.

Marco Corvino, protagonista del libro, indaga sull’omicidio di lasciando credere a tutti quelli con cui viene in contatto di essere incaricato dal giornale per il quale lavora. Una menzogna che lo mette in pericolo quasi quanto il rischio che corre per essersi esposto sulla strada. Troppe domande si tramutano in breve tempo in rischio molto alto. Raccontando del delitto Pasolini, Lugli offre al lettore uno spaccato della Roma e dell’Italia tutta degli anni Settanta, con la delinquenza di strada e le bande, i movimenti studenteschi, l’estremismo rosso e nero, il femminismo e l’esplosione di una società tutta in continua evoluzione, cambiamento.

Il romanzo Il giallo Pasolini mostra al lettore del nuovo millennio quanto distanti sembriamo essere da quei tempi e quanto in realtà ne siamo vicini, legati da un filo invisibile che unisce passato e presente, una lotta continua dalla cui evoluzione deriverà il futuro.

I personaggi del romanzo sono tutti ben caratterizzati, raccolti dal volgo di una Roma tanto aristocratica quanto popolare, allora come oggi. Dai delinquenti di borgata ai poliziotti coriacei, dai colleghi giornalisti, trai i quali si notano figure che rimandano a nomi molto noti del panorama giornalistico italiano della seconda metà del Novecento e degli inizi del nuovo millennio, al “saggio” maestro di karate. Personaggi tutti che si alternano e si mescolano su quel simbolico palcoscenico che sono i capitoli del libro di Lugli, dando così vita e risalto a un teatro di luci e di ombre, di speranze e delusioni, gioie e dolori… nient’altro che lo spettacolo della vita.

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