31 Maggio, 2020

TAG: Pier Paolo Pasolini

Essere radicali è il contrario di essere estremisti. Intervista a Toni Negri

Chissà che romanzi legge Toni Negri, mi chiedeva Domenico...

Al divino amore, in cerca di Cabiria

La storia comincia con il ritrovamento casuale di 65...

“Pasolini? Fu bellissimo lavorare con lui”. Intervista a Tessa Racine

Quest’intervista è dedicata in particolar modo agli amanti del...

Patmos. Una poesia di Pier Paolo Pasolini sulla strage di Piazza Fontana

Alcune note di lettura. Patmos fa parte della raccolta "Trasumanar...

Il laboratorio è ancora eretico

Ogni 2 novembre, da più di quarant’anni, torna a...

Intervista a Fabio Sanvitale

Il true crime è un genere letterario che innanzitutto racconta (e spesso re-indaga) un caso di nera: quindi non un giallo, non un noir, ma pura realtà. L’origine dovrebbe risalire ai resoconti di omicidi stampati su fascicoletti di 6-24 pagine che erano diffusi nell’Inghilterra della metà del Cinquecento: racconti molto pulp e moralisti al tempo stesso! Charles Dickens e Thomas De Quincey sono stati gli antesignani del primo true crime, un genere a cui appartiene anche A sangue freddo di Truman Capote.

Nanni Balestrini. L’abbraccio di un lettore affezionatissimo

(1935-2019) nel ricordo di Giuseppe Genna. "I rapporti che ha intrattenuto con la politica, con il linguaggio, con la psiche, con la storia, dicono che questo grande intellettuale ha scelto, da subito, di lavorare sugli universali, che sono sempre concretezze, entità ravvisabili all'opera nell'immenso lavorìo che la vicenda umana implica come modalità per enunciare il semplice fatto di esistere. "

Natalia Ginzburg, o la biografia culturale d’una nazione 

Sandra Petrignani, La corsara. "Forse però il pregio maggiore di questo lavoro è il suo configurarsi come la di una comunità di artisti e intellettuali di spessore altissimo innestata nella storia d’Italia, in un continuo intreccio tra dimensione privata e pubblica, tra storia personale e nazionale, che dà luogo ad un affresco dall’ampio respiro: non dunque mera vicenda esistenziale di una scrittrice, per quanto grande, ma parabola culturale di un intero Paese. E a ripercorrere le tappe della nostra cultura si è afferrati da una rabbia impotente, da una micidiale nostalgia, persino da invidia per un passato così vitale, rifulgente rispetto alla vacuità del nostro tempo."