7 Agosto, 2020

Si chiama Cip

, Rolando del camposanto. Due fantasmi da salvare, Mondadori, pp. 232, euro 16,00 stampa, età 6-9 anni.

E si chiama Cip. Il bimbo è stato una settimana a studiare il nome giusto da dargli. Si è scritto una lista lunghissima di possibilità, e alla fine era indecisa fra tre: Ferdinando, Gianfranco, Adelindo.

Questi per lui erano i nomi più belli. Figuriamoci quelli brutti. Ma siccome era troppo indeciso, ha chiesto direttamente al merlo, se per caso ne aveva uno preferito. E il merlo l’ha guardato, ha aperto il becco, e ha fatto:

“Cip.”
“Come hai detto, scusa?”
“Cip.”
“Sei sicuro?”
“Cip.”
“Non preferisci Gianfranco?”
“Cip.”
“O magari Adelindo?”
“Cip, Cip!”

Il libro racconta di Rolando, un bambino orfano che vive con lo zio, custode in un cimitero, e dorme di fatto in una cripta. Il suo unico amico è Cip, un merlo che ha accudito fin da piccolo e che non lo molla un istante. Tra le lapidi, mentre si diverte a giocare a pallone, incontra Marika e Mirko Gini, due cugini un po’ speciali…perchè sono fantasmi! Tra una chiacchiera e l’altra i cugini Gini convincono Rolando ad andare sul Monte Pupazzo fino al Buio Nero, recuperare la Cosa Rossa e riportarla entro la mezzanotte del giorno dopo, il compleanno di Rolando. Solo così i due cugini potranno tappare il Grande Buco del passaggio che hanno attraversato per arrivare al cimitero fin dall’Aldilà ed evitare che il Buio Nero li inghiotta. Ha dunque inizio un’avventura che porterà Rolando e Cip ad incrociare lungo il cammino un robivecchi sbadato, un cinghiale femmina di nome Stella, un cacciatore strabico e una bambina selvatica cresciuta nel bosco che si fa chiamare Tigre.

“E comunque, mi raccomando, state attenti.”
“Attenti a cosa?”
“A tutto, bimbo! Alle belve selvatiche, ai ragni, alle vipere.”
“Le vipere? Ci sono le vipere? E se ci morde una vipera che facciamo?”
“Dipende. Ce l’avete il siero antivipera?”
“No.”
“Be’, allora è facile: morite e basta.”
“Sì, però…” prova a ribattere Rolando. “Però non ce ne sono mica tante di vipere sul Monte Pupazzo, giusto?”
“Scherzi? Ce ne sono un milione! L’ultima volta che ci sono andato, mi ha attaccato una vipera gigantesca e stavo per lasciarci la pelle.”

Un viaggio che ha dell’onirico, un’avventura nel mondo dell’amicizia passando per momenti esilaranti, commoventi e più seri che si alternano tra loro come su una giostra. La penna di Genovesi è per i giovani lettori come una caramella frizzante e un balsamo per le cicatrici assieme.

“Ma l’Antica Magia Fantasmatica è potente e lo aiuta, mentre la testa della signora Franca dal fondo reciuta ancora le parole magiche:
Em a atrot al e
Et a irugua itnat
Et a irugua itnat
Et a irugua itnat

ha vinto il Premio Strega Giovani nel 2015 con Chi manda le onde (Mondadori), un romanzo che parla di ragazzi affrontando il tema della diversità con un’ironia tipica della terra toscana da cui proviene. La sua peculiarità è una scrittura diretta e simile al parlato, senza troppre sovrastrutture. Punto forte, i dialoghi che fanno piegare dalle risate. Rolando del Camposanto (Mondadori) è la sua prima vera prova nella narrativa dedicata ai più giovani.

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