18 Settembre, 2020

Strega Giovani 2020.

Daniele Mencarelli, Tutto chiede salvezza, Mondadori, pp. 204, euro 19.00 stampa, euro 9.99 epub

Il 2020 è stato finora un anno molto particolare, che difficilmente scorderemo. Il Salone del libro di Torino per la prima volta si è tenuto in una nuova veste, una versione digitale organizzando una serie di dirette online con gli autori, senza pubblico fisico. La fiera di Bologna dedicata alla narrativa per ragazzi è stata posticipata direttamente all’anno prossimo. Ci siamo tutti reinventati a causa di questa pandemia e così anche le premiazioni più importanti come il .

La cinquina dei finalisti è stata annunciata nel tardo pomeriggio di martedì 9 giugno, giorno in cui è stato proclamato anche il vincitore per la categoria Strega Giovani che si è aggiudicato , laziale di Ariccia, con il suo Tutto chiede salvezza pubblicato da Mondadori.

Il romanzo che partecipa anche alla sestina finalista, ha conquistato i lettori più giovani con la sua voce graffiante e realistica. Si tratta infatti dell’esperienza vissuta in prima persona dall’autore che una sera del 1994, all’età di vent’anni, a seguito di uno scoppio d’ira subisce un TSO, ossia un Trattamento Sanitario Obbligatorio.

Il libro chiaramente autobiografico descrive una singola settimana di ricovero in un ospedale psichiatrico in cui Daniele incontra e interagisce con gli altri personaggi internati, travolti anche loro dalla vita, alternando riflessioni altamente profonde e poetiche a chiacchierate in dialetto più spensierate e divertenti. Il rapporto conflittuale con la madre con cui non riesce a parlare apertamente, ma che in fondo lo comprende come solo il sangue del tuo stesso sangue sa fare, il senso di inadeguatezza che riempie il cuore del protagonista, e i compagni di stanza con cui non avrebbe mai creduto di legare, ma che al terzo giorno capisce che forse sono la cosa più vicina a una famiglia che abbia mai avuto.

Una penna graffiante, ruvida come la lingua di un gatto che non accarezza ma raschia la superficie. Un romanzo da sottolineare per la bellezza di molti passaggi, influenzato dal ritmo della poetica e commovente per il sincero report impresso su queste pagine.

Gli spunti per riflettere sul significato del termine “matto” si fanno sempre più forti, sulla potenza del dialogo e sull’importanza del riuscire a comunicare attraverso la scrittura e la poesia, anche. In fondo, scrive Mencarelli, una cosa che accomuna gli artisti e i matti è la libertà, ma anche la capacità di guardare le cose in un modo originario derivato da un ricordo primordiale. Un punto toccante in particolare che ha fatto vibrare le corde più profonde in primis dell’autore è la telefonata intercorsa tra Daniele e la madre il primo giorno. Alla domanda della donna preoccupata se avesse bisogno di qualcosa, la mente del ragazzo ha risposto salvezza. “Salvezza per me. Per mia madre. Per tutti i figli e tutte le madri. E i padri. E tutti i fratelli di tutti i tempi passati e futuri.” Perché tutto chiede salvezza. La bocca però pronuncia la classica frase “Niente mamma, non ho bisogno di niente.

Ultime recensioni

Quando una balena si prende il raffreddore

Manuel Vertemara ha dato vita a un albo illustrato che diverte i lettori più...

I tre piccoli gufi

Il mondo dei libri illustrati per i più piccoli è davvero molto vasto, talmente...

Sépulveda e i bambini

Luis Sépulveda Calfucura è nato nel 1949 ed è un autore di origini cilene...