23 Febbraio, 2020

Tag: Anna Burns

Dal nostro archivio

Di qua da Princeton

Alessandro Giammei, Una serie ininterrotta di gesti riusciti. "Il libro è certamente anche una serie di esercizi intellettuali, e insieme auto-finzionali, sul Grande Gatsby di Fitzgerald. Se i riferimenti a quest’opera, sia nei titoli sia nel contenuto dei singoli capitoli, sono iper-evidenti, il vero sottotesto sembra essere però un’altra opera di Fitzgerald, ossia Di qua dal Paradiso. Quest’ultimo, infatti, è ambientato proprio a Princeton, e Amory Blaine è presente nella scrittura di Giammei tanto quanto Gatz e compari, e forse anche di più, indicando ancora una volta come l’autore sappia mantenere viva la tensione tra le diverse polarità dell’immaginario."

La potenza liberatoria della falsificazione. Il Consiglio d’Egitto di Leonardo Sciascia

L'apparato allegorico del romanzo si presenta oggi ancora più potente, forse più di quanto non lo fosse cinquantasei anni fa. Una nave sbarcata sulle coste siciliane e i rapporti tra Europa e mondo arabo e islamico, per esempio, tematizzano la posizione dell'Italia nel Mediterraneo e ne mostrano la Sicilia come suo avamposto, ricordandoci che al tempo del Consiglio d'Egitto l'arabo tornava in Sicilia, dove era stata una lingua dominante e che i rapporti tra costa nordafricana, penisola italiana e Malta sono rapporti secolari e non certamente rapporti emergenziali dettati dall'agenda delle migrazioni di oggi.

L’inferno glaciale

Sergej Lebedev, Il confine dell'oblio. "Tutto affonda in un grigiore assoluto dove le biografie sono scomparse, i vecchi stanno al confine della morte, e le carte spariscono nelle pieghe del suolo. La scrittura di Lebedev è una guida solida che non dà scampo a chi non si aspetta tanta ricchezza visionaria." Verso il grande Nord Siberiano. Verso il Confine (e oltre) dei confini, geografici e mentali.

Un futuro non negoziabile

Cobol Pongide, Marte oltre Marte. L'era del capitalismo multi planetario, DeriveApprodi. Una recensione di Fabio Malagnini, Marte oltre Marte ha il grosso pregio di guardare al futuro da una prospettiva radicale, non esclusivamente “terrestre”, senza mai porre nella globalizzazione, nella natura o nella tecnologia il termine ultimo della nostra presenza nel cosmo.

Un eccentrico annuncio d’amore

Peter Cameron, Gli inconvenienti della vita. "Gli inconvenienti della vita tracciano il perfetto esempio, lontano ma terribilmente vicino, dell’umanità in uno stato d’incongruo stallo e di schemi fino a ieri simbolo di protezione ma che oggi rivelano tutto il loro scomodo dissesto"

Speciale Stranimondi